<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Associazione Radio Aut</title>
	<atom:link href="http://www.associazioneradioaut.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.associazioneradioaut.org</link>
	<description>Per l&#039;antimafia sociale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 Jun 2013 17:56:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>La satrapia dell&#8217;impero</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/la-satrapia-dell-impero/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/la-satrapia-dell-impero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 14:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zona Aut]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciata]]></category>
		<category><![CDATA[Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[gay pride]]></category>
		<category><![CDATA[Hillary clinton]]></category>
		<category><![CDATA[imperialismo]]></category>
		<category><![CDATA[niscemi]]></category>
		<category><![CDATA[No muos]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[pride]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[smart power]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5209</guid>
		<description><![CDATA[Dopo giorni di incontri, ufficiali e informali, di confronti, di discussioni, di relazioni, di argomentazioni e di riassunti a chi non c’era, credo sia il...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo giorni di incontri, ufficiali e informali, di confronti, di discussioni, di relazioni, di argomentazioni e di riassunti a chi non c’era, credo sia il caso di mettere nero su bianco alcune mie considerazioni circa il “Pride” di quest’anno, circa la <i>partnership</i> dell’ambasciata USA e le questioni che ne sono scaturite.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò anche per tentare di analizzare quanto accaduto, provando a fornire una lettura politica un po&#8217; più ampia, che quantomeno tenti di sottrarsi alle troppo asfittiche, e spesso provinciali, prospettive che hanno in questi giorni fatto da contorno alla questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono consapevole di come tale mia riflessione sia, per l’appunto, individuale e personale (sebbene nasca dal confronto con altri e nonostante esprima un sentire che so essere comune a molti). Negli ultimi giorni, si è assistito a chi non ha perso occasione di pronunciarsi come rapito dalle sacre muse della rappresentanza essenzialistica e identitaria, per cui con estrema facilità ci si è ritrovati ad assistere a prese di posizioni individuali ma rivendicate in nome di intere categorie collettive. Al contrario non pretendo che queste parole vadano al di là di quello che sono. Non pretendo di parlare né a nome delle realtà politiche collettive di cui faccio parte, né tanto meno a nome di intere comunità o categorie sociali delle quali mi guardo bene di spacciarmi per alfiere, portavoce o condottiero. Tuttalpiù posso augurarmi di dare un piccolo contributo ad una riflessione che, visti i temi in questione, non potrebbe non richiedere più voci e variegate e sincere partecipazioni</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei poter contribuire nel fissare alcuni snodi che ritengo importanti, cercando di sfatare il rischio di ulteriori e spiacevoli fraintendimenti, tentando così di stimolare una riflessione su una dinamica che ritengo di enorme rilievo. Una dinamica che stiamo vivendo, dentro cui abitiamo e che contribuisce a dare forma ai nostri giorni politici, alle dinamiche di potere e di senso del nostro tempo</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La questione</b></p>
<p style="text-align: justify;">La presenza dell’ambasciata statunitense al Pride di quest’anno ha innescato tutta una serie di ripercussioni, di discussioni, di prese di posizioni, che hanno un po&#8217; animato il clima politico palermitano (a dire il vero abbastanza stantio) in vista del Pride 2013. Le mie riflessioni riguarderanno pertanto la presenza dell&#8217;ambasciata USA, il tenore delle argomentazioni e degli atteggiamenti con cui alcuni organizzatori del Pride hanno affrontato la questione e, più in generale, proveranno a fornire una lettura politica un po&#8217; più ampia della questione.</p>
<p style="text-align: justify;">La contraddizione più immediata, che a moltissimi è subito saltata agli occhi, relativamente alla presenza USA al Pride palermitano (nazionale) di quest&#8217;anno, è stata quella territorialmente, umanamente e dunque anche politicamente, più immediata e cogente: come è possibile accettare una tale <i>partnership</i>, in una terra che sta vivendo, con l&#8217;istallazione delle antenne MUOS, l&#8217;alienazione della sua sovranità ai fini di un bellicismo imperialista che già dispone prepotentemente di ampie fette di territorio siciliano? Ecco dunque che, nonostante circolasse già da parecchie settimane la notizia della presenza dello Zio Sam tra i partner del Pride e nonostante questa notizia non avesse fatto sorgere tra gli organizzatori alcun evidente e tangibile imbarazzo o comunque alcuna esigenza di affrontare l&#8217;argomento, sia partita proprio dal movimento NO MUOS l&#8217;iniziativa di un incontro per discutere la questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante tale incontro sono emersi molti dei punti su cui ora discuterò. Punti che credo chiariscano molto bene la natura di alcune posizioni politiche interne al Pride, sulle quali ritengo si debba riflettere, se si vuole adottare quella visione ampia, quel campo lungo, in grado di mettere a fuoco non solo il particolare immediato, ma anche lo sfondo in cui è collocato, garantendoci così una profondità di campo che credo sia auspicabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente alcuni degli organizzatori del Pride intervenuti all&#8217;incontro hanno tentato di minimizzare il valore politico della presenza USA al Pride. Si sosteneva, infatti, che la presenza dell&#8217;ambasciata sarebbe stata circoscritta al finanziamento di una mostra fotografica. Tentare di far credere, come si è provato a fare, che uno dei principali attori politici planetari (il governo USA), decida di intervenire e di esporsi palesemente rivendicando la propria presenza in un’iniziativa del genere, solo perché spinto non da ragioni politiche, ma da mecenatismo, credo sia stato un maldestro tentativo che si commenta da solo.</p>
<p style="text-align: justify;">In una terra come quella siciliana, trasformata sempre più in testa di ponte militare delle strategie genocide e imperiali dell’amministrazione USA, una tale argomentazione oltre che grottesca diventa anche ben altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso tentativo di portare su un terreno non politico, ma di mecenatismo artistico, la presenza degli USA al Pride, veniva contraddittoriamente associato al discorso di Hillary Clinton sui diritti LGBTQI, risalente al 2011 (come si possa sostenere una valenza non politica dell&#8217;agire di un governo, se per di più si cita un intervento all&#8217;ONU di un suo ex ministro, resta un mistero&#8230;.).</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio le modalità con cui alcuni degli organizzatori del Pride, durante l&#8217;incontro, hanno fatto più volte riferimento alla Clinton, credo denotino una significativa – e dal mio punto di vista gravissima – complessiva supinità rispetto alla politica estera USA. Definire infatti la Clinton come colei che si è dichiarata a difesa dei diritti LGBTQI, tanto da vedere in ciò la legittimazione della partnership dell&#8217;ambasciata, costituisce un cedimento grossolano alle retoriche ed alle narrazioni <i>mainstream</i>; retoriche propinateci dalle veline dell’impero (ché si sa l’informazione non è credibile solo quando parla di Berlusconi) ma evidentemente fatte proprie da molti. Non vedere nulla di politico in tutto ciò ma pensare che si tratti di filantropia idealistica e di “sensibilità” alla causa, come alcuni organizzatori avevano provato a sostenere (anche volendo dare per scontata la buona fede) continua a proiettare un&#8217;ombra sinistra sulla capacità di alcuni di capire di cosa si stia parlando.</p>
<p style="text-align: justify;">La signora Clinton, di cui all’incontro si tessevano le lodi, è una vera e propria  criminale di guerra: corresponsabile e complice della morte di milioni di persone (provate a fare la stima dei morti iracheni, anche quelli dovuti all’embargo genocida, di quelli del macello afghano, della Libia ed della Siria, per non parlare del suo maritino e del suo attacco alla Serbia). Un soggetto, la sanguinaria in tailleur e caschetto dorato, attivo corresponsabile della politica di finanziamento e supporto a gruppi estremisti islamici funzionali alle più diverse esigenze dell’impero USA.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei puntualizzare che qui non si tratta di una questione di moralismo, categoria che detesto dal profondo. Qui la questione è politica. Di certo non stiamo parlando di mecenatismo. Proviamo allora a vedere in che trama di significazione politica, di produzione di senso e di consenso, si colloca una dichiarazione come quella fatta dalla criminale di guerra Clinton nel 2011. A partire dall’amministrazione Obama, specie dai tumulti in Tunisia ed Egitto, nel 2011, il governo USA è impegnato in una strategia di egemonizzazione della declinazione del concetto di diritto umano. Non a caso la dichiarazione della Clinton risale proprio al 2011 (<a href="http://www.huffingtonpost.com/2011/12/29/hillary-clinton-gay-rights-speech-music_n_1174623.html">http://www.huffingtonpost.com/2011/12/29/hillary-clinton-gay-rights-speech-music_n_1174623.html</a>, <a href="http://www.theatlanticwire.com/global/2011/12/watch-hillary-clintons-speech-declaring-gay-rights-are-human-rights/45842/">http://www.theatlanticwire.com/global/2011/12/watch-hillary-clintons-speech-declaring-gay-rights-are-human-rights/45842/</a>) anno dell’inizio delle rivoluzioni passive gestite proprio dagli USA in Egitto e Tunisia (tramite anche la generosa elargizione di finanziamenti a Fratelli Musulmani e ad altri gruppi analoghi), della criminale destabilizzazione, con guerra made in ONU, della Libia e dell’inizio di un’analoga (e fino ad ora fortunatamente infruttuosa) strategia ai danni della Siria.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sarà stato certo casuale, allora, che Suzanne Nossel sia stata nominata subito dopo, nel gennaio 2012 direttore esecutivo di Amnesty International Usa. La signorina Nossel era proprio reduce dall’impiego presso il Dipartimento di Stato (cioè il Ministero degli Esteri del governo USA) guidato proprio da Hillary Clinton. Prima di ricoprire cariche politiche, nel mondo aziendale, Nossel era una dirigente nel conglomerato mediatico Bertelsmann, una consulente su media e intrattenimento alla McKinsey &amp; Company (una delle otto multinazionali con qualità di socio “sovventore” del Council on Foreign Relations) e vice-presidente della strategia e delle operazioni per il «Wall Street Journal». Da questo breve curriculum emerge un profilo non certo “non governativo&#8221;. Suzanne Nossel sostiene l’egemonia statunitense nel mondo e i canoni economici relativi al neo-liberismo. Stiamo parlando infatti di colei che ha coniato il concetto di <i>Smart Power</i> (<a href="http://www.foreignaffairs.com/articles/59716/suzanne-nossel/smart-power">http://www.foreignaffairs.com/articles/59716/suzanne-nossel/smart-power</a>). Di fatto la Nossel considera la difesa dei diritti umani come un mezzo per affermare l’egemonia americana. Un mezzo che, già in questo articolo del lontano 2004, è visto come legato alla coloniale ed etnocentrica affermazione egemonica degli “American values” quale strumento di politica estera. La Nossel è inoltre famosa per essere un’acerrima nemica della causa palestinese. Nel 2011, in occasione di una seduta del Congresso statunitense, ha affermato che il Consiglio per i diritti umani della Nazioni Unite “remains far from the institution that it needs to be, particularly with regard to its biased treatment of Israel. By joining the Council and becoming its most prominent, most assertive voice, we are beginning to influence the direction and conduct of this body… Palestinians and others seek to use UN forums to put pressure on and isolate Israel. This is simply unacceptable and the Administration has been clear on this point. At every turn, we have rejected efforts to single out Israel and have taken steps to bolster its status in Geneva” (<a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=3&amp;ved=0CEAQFjAC&amp;url=http%3A%2F%2Ftlhrc.house.gov%2Fdocs%2Ftranscripts%2F2011_10_25_Human%2520Rights%2520Council%2F25oct11_hearing_Suzanne%2520Nossel%2520-%2520Oral%2520Testimony.pdf&amp;ei=3Ca6UdbEIend4QS8wYHYBQ&amp;usg=AFQjCNFQRGC0CIxT-a_fkXUnTjjMXWZTYQ&amp;bvm=bv.47883778,d.bGE&amp;cad=rja">http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=3&amp;ved=0CEAQFjAC&amp;url=http%3A%2F%2Ftlhrc.house.gov%2Fdocs%2Ftranscripts%2F2011_10_25_Human%2520Rights%2520Council%2F25oct11_hearing_Suzanne%2520Nossel%2520-%2520Oral%2520Testimony.pdf&amp;ei=3Ca6UdbEIend4QS8wYHYBQ&amp;usg=AFQjCNFQRGC0CIxT-a_fkXUnTjjMXWZTYQ&amp;bvm=bv.47883778,d.bGE&amp;cad=rja</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">[Sulla Nossel si veda il seguente articolo: <a href="http://www.sinistra.ch/?p=2058">http://www.sinistra.ch/?p=2058</a>].</p>
<p style="text-align: justify;">Da quanto detto dovrebbe essere chiaro che si è ben lungi dall’essere di fronte ad una sincera e generosa missione per salvare i LGBTQI del mondo intero; le esternazioni della Clinton (la presenza dell’ambasciata nel caso palermitano non sarebbe che una concreta applicazione di quel paradigma) non possono dunque essere disgiunte, come si è maldestramente tentato di fare, dalla politica estera USA. Una politica estera che ha ormai pienamente sussunto, come dimostra il caso Nossel, le cosiddette ONG quali attori e cinghie di trasmissione di una tale strategia imperiale (<a href="http://www.monde-diplomatique.it/ricerca/ric_view_lemonde.php3?page=/LeMonde-archivio/Giugno-2005/0605lm21.01.html&amp;word=ong;globalizzazione">http://www.monde-diplomatique.it/ricerca/ric_view_lemonde.php3?page=/LeMonde-archivio/Giugno-2005/0605lm21.01.html&amp;word=ong;globalizzazione</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento della Clinton, al di là del superficiale <i>pathos </i>retorico, si colloca dunque come strategia discorsiva all&#8217;interno di una politica di potenza genocida e guerresca ma al contempo finemente egemonica (la definizione di <i>smart power </i> è, da questo punto di vista, quanto mai azzeccata); una politica etnocentrica e subdolamente coloniale perché si basa sulla generalizzazione culturale del modello americano. Si afferma cioè performativamente, grazie a pratiche, discorsi, induzione di immaginari, comportamenti collettivi, (debitamente supportati, vedi proprio il caso del pride) il consenso intorno l’assunto che l’unica società civile in grado di ammettere un riconoscimento ai non eterosessuali, sia quella liberista, egemonizzata dagli USA, consumistica, capitalistica ed “occidentale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo cioè di fronte ad una strategia egemonica estremamente sottile,  rivolta alle concrete realizzazioni del concetto di diritto umano. Concetto estremamente complesso, seppur abusato, su cui non intendo né fare lezioni né dilungarmi. Ma quel che si può dire è che una particolare accezione di tale categoria è stata discorsivamente associata ai peggiori e più sanguinari interventi armati imperialisti degli Usa degli ultimi anni: una categoria la cui sostanziale manifestazione, essendo monopolisticamente prerogativa dei <i>think tank</i> imperiali, si è performativamente articolata attraverso specifiche, pleonastiche e ricorrenti retoriche, narrazioni e concrete strategie di legittimazione delle pratiche del potere USA. A tal proposito si pensi a quella forzatura del diritto internazionale, vero e proprio golpe imperialista ai danni della comunità mondiale, rappresentata dalla <i>responsability to protect </i>(non a caso introdotta subito dopo l&#8217;11 settembre 2001), che proprio in virtù di una certa accezione coloniale del diritto umano arriva a fare carta straccia della sovranità degli stati, definendola non un diritto fondamentale bensì una responsabilità (<a href="http://www.resistenze.org/sito/os/dg/osdg9i27-005584.htm">http://www.resistenze.org/sito/os/dg/osdg9i27-005584.htm</a>). Siamo cioè di fronte al fatto che, complici gli interessi e i rapporti di forza imperiali, un concetto di diritto ne cancelli un altro, di secolare e consolidato riconoscimento. Fu proprio con l’applicazione della dottrina della <i>responsability to protect</i> che la criminale risoluzione Onu di fatto legittimò l’aggressione e lo smembramento della Libia, proprio in quel tanto osannato, da alcuni, 2011. E c’era la Clinton a dirigere la baracca degli esteri USA. Casomai non fosse chiaro…..</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che è certo è che qualunque teorizzazione si voglia dare ai diritti umani, se non si riconosce, antimperialisticamente, l’autodeterminazione, l’autonomia e la sovranità delle società che tali diritti devono inverare e concretizzare, li si tramuta allora in teste di ponte all’uranio impoverito buone per smembrare le comunità che malauguratamente si frappongono ai piani di dominio planetario USA. Siamo cioè di fronte ad una riedizione, sotto rinnovate spoglie, della retorica sulla civilizzazione dei popoli che, artatamente contrapposta alla “barbarie”, giustificava il colonialismo di una volta. La bramosia di affermazione degli <i>american values</i>, come si è visto, inducendo un processo di mimesi dell’identico, di uniformizzazione culturale delle società civili sul modello USA, contribuisce a vedere tutto ciò che non è identico come deviazione, scarto, anomalia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si vuole discutere di USA e della Clinton occorre allora tenere insieme tre aspetti: il particolare paradigma teorico-pratico del diritto umano statunitense, la specifica modalità USA di approcciare la questione LGBTQI  e la comune funzionalità di entrambi tali aspetti alla politica estera americana. Non siamo di fronte a questioni differenti bensì interconnesse strutturalmente: si tratta della interna differenziazione di una strategia unitaria imperiale e di annichilimento genocida che, nel suo connotato più strettamente bellico, necessita della Sicilia, col Muos, Sigonella e i droni, come infrastrutture tecnologico-logistiche di guerra planetaria.</p>
<p style="text-align: justify;">La sfida sarebbe dovuta essere, allora, quella di calarsi nello spazio di lotta egemonica per la definizione di spazi politici di senso e di prassi: non capitolare al disegno egemonico come la satrapia più distante dal centro dell&#8217;impero e proprio per questo più succube della sua influenza. Occorreva ed occorre quindi ribadire che esiste un terreno, uno spazio di pensabilità, di elaborazione e dunque di praticabilità, nel quale forme e contenuti dei diritti LGBTQI non sia quella propugnata e monopolizzata dalla strumentale politica imperiale USA. Questi signori si arrogano il diritto, con l’arroganza propria di chi sa di essere forte, di voler essere gli unici in grado di determinare le politiche culturali, le forme di relazione, gli immaginari del mondo intero. Occorreva invece puntare i piedi, strappare via, con le unghie e con i denti, quello spazio nel quale poter dire che il riconoscimento delle esistenze di chi non è eterosessuale non deve per forza passare dai loro cannoni, dai loro droni, dalle loro antenne, dalle loro bombe. Ci si sarebbe dovuti accorgere del cappio che si andava stringendo intorno al collo e si sarebbe dovuto dire: non siete voi i propugnatori e i difensori delle libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">I diritti dei non eterosessuali non assumono un contenuto esclusivamente grazie a questi signori, ma sono un campo di lotta aperto, nel quale le dirette soggettività devono costruire i propri percorsi, all’interno della società di cui fanno parte e senza che, attraverso eterodirezioni neo-coloniali, sia la potenza egemone a dover dettare l’agenda né tanto meno produrre categorizzazioni. I diritti sono terreno di lotta, perennemente in movimento, un terreno dinamico, sul quale se ci si distrae il nemico ti strappa via spazio prezioso; un terreno pertanto dal quale il nemico va tenuto lontano, a tutti i costi. Soprattutto non è ammissibile che tali diritti diventino, nella forma <i>mainstream</i> del loro venire concretamente espressi, un anello della catena  imperiale alla caviglia del pianeta. Ma tenere lontano un nemico non è facile, specie se, per incapacità o malafede, non lo si riconosce come tale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto mi riguarda il governo USA è un nemico. Il governo USA è responsabile di una strategia, storica e tuttora agente, di genocidio sociale, sistematica e senza freni. Le future prospettive di guerra contro il blocco asiatico potrebbero annichilire lo stesso equilibrio naturale e di certo quello sociale. E credetemi non è una questione esclusivamente ideologica, come molti hanno potuto e potrebbero pensare (l&#8217;appestante clima acriticamente post-ideologico, dunque fautore dell&#8217;ideologia dominante, lo rigetto con veemenza). Non è solo una questione di solidarietà con i popoli oppressi e dissanguati da questi criminali, che sarebbe in ogni caso ben più che sufficiente. Non è nemmeno una certa solidarietà da salotto <i>radical</i>, tanto cara all&#8217;ignoranza colta di questa città, che tanto io sto bello comodo a casa mia e faccio l’internazionalista sulle spalle di chi viene raso al suolo all’uranio impoverito.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui siamo tutti sulla stessa barca. Siamo in guerra anche noi (anche se in forme diverse, beninteso, almeno per adesso). Il governo USA è il <i>mio </i>nemico:  la mia generazione patisce ogni giorno, come il paese intero, le conseguenze delle politiche economiche decisa dagli USA a partire dagli anni settanta del ventesimo secolo. Il capitalismo neoliberista uccide ogni giorno il nostro futuro e il nostro presente, blindandosi dietro all’apparato bellico dei loro esportatori a stelle e strisce. L’annichilimento di scuola, università, sanità, la deindustrializzazione del paese, la stessa strategia di terzomondizzazione cui siamo esposti, la speculazione finanziara, hanno negli Usa la principale cabina di regia. La sorte della Libia e dell’Iraq, della Palestina e della Siria, sono le <i>mie </i>sorti. Le strategie di guerra che vedono la Sicilia, col Muos, come l’asservita e ridicola servetta alla catena del padrone, sono l’articolazione bellica ed imperiale di quella stessa progettualità che vuole ridurre il <i>mio </i>paese in un cimitero di diritti sociali. Io sono in guerra perché da precario, se vorrò avere la speranza di curarmi in caso di malattia o di poter avere una pensione, un lavoro, o una famiglia, devo e dovrò combattere lo stesso nemico che bombarda la Serbia, la Libia, che prova a sbranare la Siria, che ha dissanguato l&#8217;Iraq; e devo augurarmi che chi combatte in quei paesi, in condizioni ben peggiori delle nostre, possa vincere anche lui la <i>nostra </i>guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che non differenziare un percorso politico, quale quello del Pride, da quello delle strategie egemoniche USA, renderlo addirittura funzionale a queste ultime, rappresenta per me un limite invalicabile: costituisce una complicità effettiva con quelle dinamiche imperiali e criminali. Se si può dire che non essere felici è segno di complicità, come recita la frase che rimbalza insistentemente dai manifesti del Pride, allora ben peggiore complicità è quella di ostinarsi a non voler distinguere il proprio percorso da quello di un nemico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arroganza imperiale USA è tale che, come si è tentato di dire durante l’incontro con gli organizzatori, la stessa politica di Washinton finanzia quella fumosa galassia integralista (vedi il caso libico, quello siriano, i Fratelli Musulmani, l’UCK, etc.) che di certo non ha nella lotta all’omofobia quella che potremmo definire una priorità.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece di denunciare tali conseguenze della politica estera Usa, relative proprio alla questione dei diritti LGBTQI, sancendo così l’inconciliabilità della partnership, nonché l&#8217;incoerenza delle stesse dichiarazioni della Clinton, molti organizzatori del Pride insistevano ripetutamente su una non meglio chiarita complessiva omofobia dei paesi “arabi”. Il tutto, ovviamente, con la piccola omissione del legame tra estremismo islamico e amministrazione USA, che invece venivano più volte additati, binariamente e manicheisticamente,  come il fulgido paradiso dei diritti omosessuali. La supina accettazione di una tale ottica etnocentrica e coloniale è forse una delle cose più tristi cui mi è capitato di assistere. È forse quella che più lascia intendere come è stato possibile arrivare a questo: quando ci si riferiva agli USA, gli organizzatori erano sempre pronti a tirare in ballo la “complessità della società americana”, le “sue mille contraddizioni”, la “differenza tra la politica  estera e quella interna” etc. etc. Per quanto concerne invece questa creazione della fantasia imperiale, i paesi definiti “arabi”, (senza interrogarsi, nonostante i tanti intellettuali e professoroni, sull’assurdità neocoloniale di un tale generico appellativo) questi sarebbero tutti, nel loro complesso, “omofobi”. Così, tutt’intero, un paese, una società, senza tenere conto della loro complessità e delle loro contraddizioni, sarebbero omofobi, <i>tout-court</i>. Siamo all’essenzialismo. I paesi “arabi” sarebbero omofobi, in quanto tali. Noi invece, sotto l’egida della sanguinariua Hillary siamo i buoni. Mancava solo lo squillo di tromba e la carica della cavalleria&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è assistito, durante quell&#8217;incontro, al definitivo venir meno della pregiudiziale fondamentale di qualunque approccio antimperialista, cioè il riconoscimento, specie ad una società sotto pressione esterna, dell&#8217;autonoma capacità di fare la propria storia, di gestire da se medesima le proprie contraddizioni. Per cui se critichi gli USA sei ideologico, magari antiamericano (!?) o peggio ancora passi per omofobo; in compenso però nella più totale noncuranza delle dinamiche di senso e delle elaborazioni del potere entro cui noi tutti ci muoviamo, c&#8217;è chi si permette di definire “omofobi” tutti i paesi arabi.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente ritengo che quanto accaduto sulla questione del Pride sia solo l’ennesima dolorosa conseguenza di un ben più macroscopico processo di degenerazione “atlantica” di tutta un’area politica italiana. Lo stesso processo che ha portato alla sussunzione, da parte degli interessi USA e del grande capitale, di tutto un settore della politica nazionale. Che non a caso colleziona una grottesca capitolazione dietro l&#8217;altra o, peggio, la trasformistica transgeneticizzazione sotto l&#8217;ala protettiva delle banche, del capitale finanziario e degli F-35. Quello stesso processo che ha reso quasi solipsistico e comunque avvilente, qualunque tentativo di ricomposizione di classe e di emersione politica del conflitto capitale-lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui si tocca un punto ulteriore della questione. Oltre la macroscopica (ma non per tutti, evidentemente) presenza a stelle e strisce, anche altri partner dell&#8217;organizzazione del Pride, quali la Lega Coop o Confindustria, indurrebbero ad alcune riflessioni circa il tipo di lotta, di mobilitazione e di finalità, maggioritarie in un evento come il Pride e come la galassia di pratiche a questo connesse ( e ribadisco maggioritarie perché, a differenza di altri, so bene che non si può generalizzare e che i soggetti politici con i loro percorsi, quando sono veri, hanno tante anime e non vivono di essenze monolitiche).</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente credo che la declinazione dei diritti LGBTQI quali diritti esclusivamente civili, sia la dinamica maggioritaria al momento e segni oltre che una certa difficoltà ad uscire dal corporativismo, anche un certo rifiuto, da parte di alcune anime del Pride, a voler legare le rivendicazioni LGBTQI ad altre istanze  sociali, ad altre lotte, ad altri bisogni. Poco importa se lo stesso militante e organizzatore del Pride sia poi impegnato in altri percorsi. Qui sto parlando di valenza e di contenuto politici di un determinato percorso. Il tipo di sponsorizzazioni del Pride, per non parlare delle argomentazioni con le quali alcune di queste sono state difese, sono segnali di contenuti politici pregressi. Non sono cause di divisioni, sono le conseguenze di un certo modo di riprodurre forme e contenuti politici. La distanza esistente tra il semplice diritto civile e la lotta tra capitale e lavoro, dunque la distanza con i diritti sociali sotto attacco, fanno sì che Confindustria possa starci, insieme con la Lega Coop. Il Pride si colloca così in una trasversalità generalista che, da un lato garantisce la natura mediatica e commerciale dell&#8217;evento; dall&#8217;altro gli conferisce, a livello politico profondo, una natura corporativa che rende più difficile che, soggetti i cui bisogni sociali antagonisti sono sotto attacco, possano identificarsi con quel percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">La distanza tra il concetto di diritto civile individuale garantito e militarizzato dall&#8217;impero e il diritto all&#8217;autodeterminazione delle società, il venir meno della sensibilità antimperialista in quei settori sociali che, da privilegiati, non vivono l&#8217;esigenza di tematizzare il conflitto capitale-lavoro, fanno sì che la presenza dell&#8217;ambasciata USA non venga vissuta come un problema politico e che anzi le frasi di Obama trovino spazio, sul sito ufficiale, tra gli slogan del Pride.</p>
<p style="text-align: justify;">A venir meno è l&#8217;esigenza stessa dell&#8217;unione dei bisogni sociali antagonisti in chiave di rottura dell&#8217;egemonia cui siamo dialetticamente e costantemente sottoposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto detto circa il corporativismo è stato confermato dal tenore di alcune considerazioni degli organizzatori del Pride. È stato infatti ribadito varie volte che trattandosi di un evento in ultima istanza espressione della comunità LGBTQI, chiunque non aderisse e non si allineasse alle posizioni del Pride, non avrebbe per ciò stesso a cuore i diritti di tale comunità, nonché le rivendicazioni del progetto Pride. Un tale atteggiamento è inammissibile e neanche tanto velatamente ricattatorio. Stupisce vedere un tale rigido essenzialismo, esercitato ancora una volta da alcuni organizzatori. Per fortuna chiunque non sia animato da vuote polemiche o dall&#8217;esigenza di non far fallire il grande evento con le sue TV, le star dello spettacolo e gli sponsor, sa benissimo che criticare o non aderire ad un evento politico e ad un percorso significa valutare i loro contenuti e le loro pratiche. Non significa invece emettere una sentenza di assoluzione o di condanna per le soggettività collettive (in questo caso i soggetti LGBTQI) che non possono venire appiattite identificandole con un percorso specifico. Con buona pace di chi è convinto di rappresentare tutti i LGBTQI d&#8217;Italia, o magari del mondo intero.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con un&#8217;ultima valutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Anticipando quanti vorranno polemizzare con queste riflessioni, so già che a Pride concluso si dirà che si è trattato di un grande successo, al di là delle più rosee aspettative; si dirà che chi ha criticato, chi ha polemizzato ha avuto nella partecipazione della città  e della sua gente la migliore risposta possibile. Che il bisogno di essere presenti è stato più forte di ogni possibile divisione. Vi prego di essere più originali. Quanto ho scritto prova ad andare un po&#8217; più in profondità.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi tempi di terzomondizzazione del sud Europa le famiglie rappresentano l&#8217;unica forma di <i>welfare </i>residuale, di stato sociale sempre più in contrazione e sotto attacco. Sono cioè un obiettivo delle strategie egemoniche del capitale e dell&#8217;imperialismo. Se si vuole rivendicare il diritto alla famiglia anche per chi non è eterosessuale, in un momento in cui anche le famiglie “tradizionali” sono sotto attacco frontale, o ci si lega ai bisogni sociali antagonisti e ci si dispone lungo un percorso in cui si sa di stare chiedendo uno stop alle politiche dominanti, o si diventa funzionali a che un certo tipo di riconoscimento valga solo per i limitati aderenti alla élite benestante del post-fordismo finanziario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Fabrizio Fasulo)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/la-satrapia-dell-impero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Trentacinque anni e sembra ieri</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/trentacinque-anni-e-sembra-ieri/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/trentacinque-anni-e-sembra-ieri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Zona Aut]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio 1978]]></category>
		<category><![CDATA[assassinio]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[corteo]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[peppino]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Vitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5202</guid>
		<description><![CDATA[10 maggio 1978: davanti alla casa di Peppino, a partire dal primo pomeriggio, c’era un gruppo di persone. Il nostro avvilimento, la nostra tristezza era...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class=" wp-image-5204 alignleft" alt="Salvo-Peppino" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/Salvo-Peppino-150x150.jpg" width="200" height="200" />10 maggio 1978: davanti alla casa di Peppino, a partire dal primo pomeriggio, c’era un gruppo di persone. Il nostro avvilimento, la nostra tristezza era legata non solo alla perdita di un amico, ma anche al modo in cui si stavano conducendo le indagini, con le quali il baldo maggiore Subranni sperava di trovare, nella profonda Sicilia mafiosa, un gruppo di terroristi emuli delle bravate delle Brigate Rosse. Arrivarono i resti di Peppino, sottoposti prima ad autopsia. Si trattava solo del troncone di una gamba, perché il resto era stato polverizzato. A “Casa 9 maggio” (d’ora in avanti, sia pure in modo unilaterale, la chiameremo così, perché ci siamo stancati di chiamarla ex-casa Badalamenti ed essere costretti a nominare abitualmente il nome di un mafioso assassino) durante le giornate del forum appena trascorso è stata esposta una mostra che rappresenta momenti di quel giorno, quando ci sostituimmo alle forze dell’ordine e ci mettemmo a fare le indagini. Arrivammo sul posto, vedemmo la macchina di Peppino, che era stata lasciata lì, senza alcun rilievo delle impronte. Raccogliemmo, per terra, sulle agavi, sui fili dell’alta tensione, i resti di Peppino lasciati in pasto ai corvi, ne riempimmo tre sacchetti, che la sera consegnammo al prof. Ideale del Carpio, direttore dell’istituto di medicina legale di Palermo. Poi cominciarono ad affluire, dal fondo del corso, i tipi più strani. Capelli lunghi, zaino, bandiere rosse. Quando arrivò la bara fu una pioggia di fiori e allora, tra la folla, per la prima volta gettai un grido, uno slogan che poi ci siamo portati appresso in tutti questi anni: “Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai”. Sapevo benissimo che di Peppino era rimasto ben poco, che era morto, che avevano tentato di far saltare in aria, con lui, anche le sue idee. Ma sentivo anche che i lunghi anni di vita politica comune avrebbero lasciato un segno indelebile della sua presenza.<br />
Ogni anno, prima del corteo del 9 maggio penso che, come tutte le cose di questo mondo, anche la dinamica che ruota attorno a Peppino dovrebbe avere le caratteristiche, diciamo biologiche, di tutte le cose, ovvero dovrebbe invecchiare, come sono invecchiati i compagni di Peppino, come sono invecchiati tutti coloro che, a partire dai sognatori del 68 ad oggi hanno creduto che esistessero dinamiche di forte intervento dal basso per cambiare le regole della storia, cioè per costruire una società dell’uguaglianza. E ogni anno, inevitabilmente, constato che Peppino è rimasto giovane, che giovani, e non solo anagraficamente, sono la gran parte di coloro che partecipano al corteo, che giovani sono “le nostre idee” che “non moriranno mai”. Conosco molti compagni che vengono da ogni parte d’Italia per “rigenerarsi”, per “ricaricarsi” dopo tempi di delusioni, di sconfitte e di amarezze, per tornare a fare un bagno in quelle idee nelle quali in passato hanno creduto e che poi sono state, piano piano occultate dalla quotidianità, dal martellamento mediatico, dall’abbandono progressivo di tanta gente che era con noi e che, piano piano, ci ha lasciato soli . E d’altra parte possiamo calcolare che oggi Peppino avrebbe sessantacinque anni, possiamo immaginare quel che avrebbe potuto essere: di fatto egli rimane un uomo di trent’anni, si è fermato a quell’età perché la sua vita è stata rubata in quel momento. La sua giovinezza non è quella di Antinoo, che si uccise a vent’anni, per rimanere giovane e bello nella memoria dell’imperatore Adriano, suo amante. Oltre alla bellezza, alla prestanza dell’età, in Peppino ci sono le “idee”, che si possono riassumere nelle due parole che il fratello Giovanni ha fatto scrivere sulla sua tomba: “comunista rivoluzionario”. Dove il comunismo non è quella parola “offensiva” che un l’uomo più ricco d’Italia, un salame imbragato, ha fatto diventare, snaturandone il significato soprattutto per cautelare la sua condizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunismo non è la lontana utopia che il riformismo socialista ha escluso, rilegando “Marx in soffitta”, come diceva Turati.<br />
“Il comunismo non è un oggetto di libera scelta intellettuale, né vocazione artistica. E’ una necessità materiale e psicologica”. Così scrive Peppino. Il che significa che il comunismo è un elemento essenziale e basilare della condizione umana, legato alle caratteristiche biologiche dell’uomo, è un modo di esistere, è vita. E d’altronde, cosa c’è di più vicino alla natura se non la coscienza dell’uguaglianza, la consistenza di realtà in cui sia bandito il privilegio, si escluda la negazione di qualcosa al più debole, ci si senta parte di un tutto in cui ci siano uguali condizioni di partenza, senza mortificare le capacità singole? Forse che l’uomo nasce con tutti gli orpelli di cui si è circondato con la civiltà? Nasce nudo. Nascita e morte sono due tipiche situazioni di comunismo, di uguaglianza, anche se poi i resti del più ricco riposano nella piramide o in un’artistica cappella, mentre quelli del povero finiscono nella terra nuda. E comunque il ricco non potrà mai comprare la vita: forse potrà solo allungarsela se riesce a trovare buoni medici e buoni protettori. Ma anche su questo, noi che siamo abituati a illuderci che “la legge è uguale per tutti” dobbiamo poi essere obbligati ad accettare il contrario, ovvero che “la furca è pi li poviri, la giustizia pi li fissa”. E non sono bastati secoli di storia, per smontare questo assunto della diseguaglianza di fatto. Non secoli di cristianesimo a rendere concreta la condanna delle ricchezze nelle mani di pochi. Il comunismo, “necessità materiale e psicologica” conserva la caratteristica categoria marxista del materialismo storico, ma vi aggiunge quella “psicologica”. Senza bisogno di scrivere trattati, in una semplice frase, Peppino dice semplicemente che il comunismo è “condizione dell’animo”, è la situazione, per tornare a Marx, in cui “la felicità, la libertà dell’uno è condizione della libertà e della felicità di tutti”, in cui nessuno può essere libero o felice se accanto a lui o lontano da lui c’è qualche altro che non è libero o che soffre. Come siamo lontani dall’arroganza di chi esibisce le sue ricchezze e la sua condizione per dimostrare di essere al di sopra di tutto e di tutti, ma soprattutto per non preoccuparsi minimamente di chi soffre e muore di fame. Certe distanze tra cristianesimo e comunismo diventano minime, se si esclude che il regno della presunta uguaglianza e della presunta giustizia per i cristiani è nell’aldilà, per i riformisti è un’ utopia , invece, per i comunisti, è un progetto che si realizza giornalmente attraverso le lotte e attraverso un continuo superamento dell’immobilità. Il comunismo di Peppino era, o meglio è, quello di una sorta di comunità, che egli sognava di fare costruendo in un suo terreno un centro dove avrebbero potuto ritrovarsi tutti i rivoluzionari del mondo.<br />
E qua siamo all’altro termine “rivoluzionario”. Non si tratta di ipotizzare la rivoluzione come evento finale che prima o poi dovrà arrivare, “l’addàvenì Baffone”, degli stalinisti italiani. Non si tratta nemmeno del disperato che si arma per sparare su due carabinieri , davanti a Montecitorio, per uccidere un giornalista o per rapire, processare e uccidere il povero Aldo Moro, accumunato a Peppino nello stesso giorno della morte. Essere rivoluzionario è, prima di tutto “sentirsi rivoluzionario”,cioè, anche in questo caso, “una necessità materiale e psicologica,” un modo di leggere ogni momento della propria vita, ogni scelta, come un tassello, un frammento di cambiamento, uno stimolo costante di superamento dell’attuale momento di vita verso uno stadio successivo che comporti la liberazione progressiva di vincoli, orpelli, leggi, clausole, barriere che costituiscono la zavorra che impedisce il volo verso l’infinito. La fine dell’utopia, diceva Marcuse nel ’68. Insomma, una rinascita costante di riappropriazione di se stessi e di tutto quello che ci è stato sottratto nel corso della storia.<br />
E’ come se, in questo momento, Peppino ci dicesse: guardiamoci in faccia, negli occhi, “na u biancu ri l’uocchi” prima di esplodere in una risata che ci faccia sentire più vicini, non monadi isolate, ma protagonisti di un insieme in cui non c’è più tempo né spazio per compiangersi, per intristire, per avvilirsi, per odiarsi, per azzannarsi, per incupirsi. Respingere il puzzo di morte che viene dai domicili dei mafiosi, dalle stanze del potere e della politica, dagli incunaboli dove si nasconde il delitto, l’odio, la sopraffazione. Proviamo a ridere, ora, adesso, e poi a rifarlo ogni qualvolta che il disgusto per le perversioni che ci circondano minaccia di soffocarci. Ridere del perbenismo borghese, dell’ipocrisia di tutti quelli che ci guardano disgustati, si voltano dall’altra parte, mormorano: “Ma chi vannu circannu? Chi vannu arriminannu ancora a merda n’cannistru? Ma che stanno ancora a fare, perché non si stanno a casa, invece di venire a disturbare la nostra quiete? Non hanno avuto tutto quello che volevano? Che vogliono ancora? Perché non ci lasciano in pace?”. Ridere delle persone in cravatta, di quelli che scendono dalla limousine o si fanno scortare, di quelli che obbediscono come pecoroni a tutti gli ordini, senza chiedersi se ce ne siano di sbagliati, ridere di chi ha bisogno di un capo cui asservirsi, di un pastore, e pertanto accettare per se stesso il ruolo di pecora. E poi ricostruire, dalle ceneri di un circuito che comprenda politica, economia, banche, onorevoli, disoccupazione, morte, suicidi per l’impossibilità di portare avanti dignitosamente la propria vita, euro, ambizioni, droghe, pizzo, tangenti, rimborsi elettorali, ruberie vari e altre porcate, una società in cui si possa essere, come ci insegna Peppino, comunisti e restare sempre rivoluzionari.<br />
<strong>(Salvo Vitale)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(La foto nell&#8217;articolo è di <strong>Danila D&#8217;Amico</strong>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/trentacinque-anni-e-sembra-ieri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>9 Maggio 2013 Inaugurazione targhe casolare</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/media/9-maggio-2013-casolare/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/media/9-maggio-2013-casolare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 15:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio 1978]]></category>
		<category><![CDATA[casolare]]></category>
		<category><![CDATA[cinisi]]></category>
		<category><![CDATA[compagni]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[targa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5187</guid>
		<description><![CDATA[Vi presentiamo alcune immagini di questa mattina relative all&#8217;inaugurazione delle due targhe sui luoghi dove venne ucciso Peppino Impastato il 9 Maggio del 1978.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vi presentiamo alcune immagini di questa mattina relative all&#8217;inaugurazione delle due targhe sui luoghi dove venne ucciso Peppino Impastato il 9 Maggio del 1978.</p>

<a href='http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0602-copi.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-5187];player=img;' title='IMG_0602 copi'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0602-copi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0602 copi" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0609-copi.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-5187];player=img;' title='IMG_0609 copi'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0609-copi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0609 copi" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0559-copi.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-5187];player=img;' title='IMG_0559 copi'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0559-copi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0559 copi" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0567-copi.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-5187];player=img;' title='IMG_0567 copi'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0567-copi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0567 copi" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0573-copi.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-5187];player=img;' title='IMG_0573 copi'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0573-copi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0573 copi" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0589-copi.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-5187];player=img;' title='IMG_0589 copi'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0589-copi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0589 copi" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0594-copi.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-5187];player=img;' title='IMG_0594 copi'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0594-copi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0594 copi" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0584-copi.jpg' rel='shadowbox[sbalbum-5187];player=img;' title='IMG_0584 copi'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/05/IMG_0584-copi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_0584 copi" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/media/9-maggio-2013-casolare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>9 Maggio 2013: iniziano i lavori</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/9maggio2013-report/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/9maggio2013-report/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 14:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[cinisi]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Vitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5179</guid>
		<description><![CDATA[Iniziano oggi i lavori del Forum Sociale Antimafia 2013 nel ricordo di Peppino Impastato, barbaramente trucidato 35 anni fa dalla mafia di Gaetano Badalamenti. Da...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Iniziano oggi i lavori del Forum Sociale Antimafia 2013 nel ricordo di Peppino Impastato, barbaramente trucidato 35 anni fa dalla mafia di Gaetano Badalamenti. Da tre anni le iniziative del Forum si diversificano da quelle di Casa Memoria, ovvero della struttura ideata da Giovanni Impastato quando ha deciso di lasciare l&#8217;associazione Peppino Impastato e il Forum per problemi di incompatibilità con i compagni di Peppino, in particolar modo riguardo alla gestione della memoria del fratello.<br />
Le attività di Casa Memoria sono iniziate ieri sera con una veglia di preghiera, come già lo scorso anno, per le vittime della mafia. Inutili i commenti su ciò: chi è credente ha i diritto di ricordare Peppino come e quando crede, purché si accetti la sua figura per quello che era, ovvero un comunista, rivoluzionario, ateo, divorzista, abortista ecc. Del tutto istituzionale, a parte un corteo degli alunni delle scuole medie, la mattinata odierna, nel corso della quale si fara una cerimonia di inaugurazione di Casa Memoria, destinata a diventare una casa-museo, il tutto sempre nel nome di Peppino, con la partecipazione di alcuni sindaci e, si spera, del Presidente della Regione Crocetta che, già una volta invitato, aveva promesso di venire a Cinisi ma non si è più presentato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;altra parte alle ore 09.30 a casa 9 Maggio inizierà un forum sul tema: &#8220;Conflitti di classe e processi di ricomposizione da Sud a Nord&#8221;. Si affronterà l&#8217;attuale drammatico problema del lavoro, tra disoccupazione, licenziamenti, occupazione mal retribuita, sfruttamento e strategia padronale di mobilità, di cancellazione dei diritti conquistati con lo statuto dei lavoratori e cancellati dalla cosiddetta riforma Fornero. Saranno presenti esponenti di realtà operaie: lavoratori dell&#8217;Ilva di Taranto, della ormai ex fabbrica Fiat di Termini Imerese ed extracomunitari che lavorano in Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle 10 i compagni di Peppino e i componenti del Forum Sociale Antimafia si recheranno presso il casolare in cui fu ucciso Peppino Impastato, luogo che è stato da loro ripulito qualche settimana fa, per scoprire due targhe: una all&#8217;inizio della via, con la scritta &#8220;Via 9 Maggio 1978&#8243;, e una su un muro del casolare con la scritta &#8220;Giuseppe Impastato, ammazzato dalla mafia qui&#8221;, che è la stessa scritta posta accanto ai binari dai compagni il 9 Maggio del 1978 e poi deterioratasi. In quel casolare alle 12.30 si recheranno anche i sindaci con Crocetta, dal quale si spera di avere un impegno chiaro sul destino di questo posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel pomeriggio ci sarà il consueto corteo unitario, che parte dalla sede dove una volta c&#8217;era Radio Aut a Terrasini e, questa volta via mare, attraverserà la strada che Peppino avrebbe percorso la sera in cui venne ucciso e  dove venne presumibilmente fermato e rapito dai mafiosi. Il corteo proseguirà per la cosiddetta &#8220;via del mare&#8221;, oggi chiamata Via Peppino Impastato, arrivando infine a Cinisi. Dal balcone di Casa Memoria Salvo Vitale e Giovanni Impastato faranno un intervento di saluto. Subito dopo, a cura del Forum, verranno inaugurate alcune mostre esposte a Casa 9 Maggio, già casa Badalamenti: si tratta di una mostra composta da una ventina di foto che Paolo Chirco ha scattato la mattina del 9 Maggio 1978, dove sulle agavi, per terra, sui fili della luce si nota il sangue e i resti del corpo di Peppino, lasciati in pasto ai corvi o a marcire al sole. Queste foto sono esposte per la prima volta e sono integrate da passi della relazione della Commissione Antimafia che, nel 2000, creò una commissione atta ad occuparsi del caso di Peppino, certificando il depistaggio delle indagini. Insieme alle foto sono esposti dieci quadri che il pittore Gaetano Porcasi ha dedicato a Peppino. Con il suo tipico stile Porcasi raffigura, in uno dei quadri, una sorta di &#8220;Novecento&#8221; mafioso dove, durante la festa di Santa Fara, sfilano insieme il maresciallo, il prete, i mafiosi e un Peppino ancora bimbo tenuto per mano dal padre. Un altro quadro rappresenta Peppino tra i binari prima dell&#8217;esplosione; un altro Peppino a Radio Aut; un altro Peppino al circolo Musica e Cultura. All&#8217;ingresso di casa 9 Maggio è esposta un&#8217;altra mostra sul famigerato &#8220;Solarium&#8221;, ovvero un ecomostro che sta sorgendo sul litorale di Terrasini, nei confronti della quale, proprio ieri, è stato presentato un esposto da parte dell&#8217;Associazione Peppino Impastato per denunciare una serie di carenze, omissioni e altri problemi rilevati nel percorso di approvazione dello stesso progetto. Una terza mostra riguarda le lotte territoriali, soprattutto in Sicilia, a partire da quello del movimento No Muos, che si oppone alla costruzione di un impianto satellitare di antenne per la comunicazione militare delle truppe della Nato. Al corteo parteciperanno le mamme No Muos.</p>
<p style="text-align: justify;">In serata davanti a casa 9 Maggio alcuni gruppi di Cinisi suoneranno brani di impegno sociale e altri brani di intrattenimento, mentre al piano superiore verrà trasmessa via internet una trasmissione assieme ai compagni di Peppino e quelli dell&#8217;associazione Radio Aut.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle ore 21 presso il garage di casa 9 Maggio si terrà uno spettacolo in onore del noto artista locale Gaspare Cucinella, che reciterà un suo poemetto dal titolo &#8220;Gasparotto e il cane Pagnocco&#8221;, integrato da immagini, musiche e altri brani recitati. All&#8217;artista, che si è definito &#8220;pueta d&#8217; teatru&#8221; l&#8217;associazione Peppino Impastato offrirà una targa. Nel frattempo continuano ad affluire molti giovani che si sono sistemati al campeggio sito nel campo sportivo di Cinisi.</p>
<p style="text-align: justify;">(Salvo Vitale)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/9maggio2013-report/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Forum Sociale Antimafia 2013: Forum &#8220;Conflitti di classe: processi di ricomposizione da Sud a Nord&#8221;</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/media/forum-2013-conflitti-di-classe/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/media/forum-2013-conflitti-di-classe/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 10:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[cinisi]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti di classe]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5176</guid>
		<description><![CDATA[In diretta da Casa 9 Maggio (Ex casa Badalamenti) trasmettiamo in diretta il primo appuntamento del dodicesimo Forum Sociale Antimafia &#8220;Felicia e Peppino Impastato&#8221;. Moderatore:...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In diretta da Casa 9 Maggio (Ex casa Badalamenti) trasmettiamo in diretta il primo appuntamento del dodicesimo Forum Sociale Antimafia &#8220;Felicia e Peppino Impastato&#8221;.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/tvuQymeWacE" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Moderatore: <strong>Martina Lo Cascio</strong></p>
<p>Partecipano:</p>
<ul>
<li><strong>Arturo Lavorato</strong> (Equosud/Sos Rosarno)</li>
<li><strong>Lamin</strong> (Africalabria Sos Rosarno)</li>
<li><strong>Piero Cancilla</strong> (Operaio indotto Fiat Termini Imerese)</li>
<li><strong>Mimmo Macrì</strong> (S.U.L. Lavoratore porto di Gioia Tauro)</li>
<li><strong>Nicoletta Frabboni</strong> (Cobas Privato Bologna)</li>
<li><strong>Ahmer Iabal</strong> (Lavoratore Logistica Geodis Calderara di Reno)</li>
</ul>
<p>Al termine del forum verrà trasmesso il video &#8220;Essere pensanti&#8221; del  <strong>Comitato Cittadini Liberi e Pensanti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/media/forum-2013-conflitti-di-classe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Comunicato XII° Forum Sociale Antimafia</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/comunicato-forum-2013/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/comunicato-forum-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 11:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Provenzano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2013]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5171</guid>
		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA XII° FORUM SOCIALE ANTIMAFIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO 8-11 MAGGIO 2013 NO MUOS NO MAFIA LA RESISTENZA UNISCE! &#160; In occasione del 35°...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p style="text-align: center;">XII° FORUM SOCIALE ANTIMAFIA</p>
<p style="text-align: center;">FELICIA E PEPPINO IMPASTATO</p>
<p style="text-align: center;">8-11 MAGGIO 2013</p>
<p style="text-align: center;">NO MUOS NO MAFIA</p>
<p style="text-align: center;">LA RESISTENZA UNISCE!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione del 35° anniversario della morte di Peppino Impastato, DALL’8 ALL’11 MAGGIO SI SVOLGERA’ A CINISI IL XII° FORUM SOCIALE ANTIMAFIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO: come ogni anno ormai dal 2002 il Forum è un momento di confronto tra realtà in lotta in italia ma non solo. Oltre a delegazioni dei Comitati NO TAV della Val di SUSA, dei comitati NO MUOS di NISCEMI e di tutta la Sicilia, ques’anno il forum vedrà la partecipazione di due delegazioni straniere quella cubana e quella venezuelana. Il forum ovviamente sarà ricco di eventi in particolare di forum su lavoro, lotte internazionali, lotte territoriali, antimafia, spettacoli teatrali concerti. Sarà in funzione il campeggio per ospitare i tanti ragazzi e ragazze che riempiono Cinisi di tanta allegria e partecipazione politica. Il Collettivo Sucus clan gestirà anche quest’anno la parte culinaria del forum con ricette originali e resistenti, tipo le panelle solari. La voce ufficiale della manifestazione sarà RADIO AUT 2.0 che da CASA 9 MAGGIO, l’ex Casa che fu del Boss Gaetano Badalementi irradierà via web i forum, gli approfondimenti politici tanta musica copyleft ed un speciale su Peppino il 9 maggio, perché come diceva Peppino la cultura non ha padroni.</p>
<p>Ovviamente il clou del forum resta il corteo del 9 maggio che ormai da 35 anni attraversa la cittadina di Cinisi; quest’anno i promotori del forum si augurano di vedere centinaia di bandiere NO MUOS, NO TAV e ovviamente tante e tante bandiere rosse.</p>
<p>Di fronte agli ultimi avvenimenti politici e sociali, oggi più che mai vogliamo ribadire che le lotte di Peppino sono attualissime: la disinformazione e l’informazione di regime, la politica servile e dei compromessi, la repressione sono tutti strumenti del potere che non ci appartengono; in questi anni abbiamo condiviso e ci siamo contaminati di esperienze politiche e di percorsi di resistenze sociali e su queste strade vogliamo continuare.</p>
<p>Diffidiamo di chi si accontenta di compromessi e si rinchiude nei palazzi; noi torniamo in quelle strade dove Peppino militante comunista praticava dal basso con i suoi compagni una nuova resistenza. Noi a quella resistenza ci ispiriamo ed il nostro Forum ormai da 12 anni racconta con forme e metodi nuovi, la nuova resistenza in Sicilia, in Italia e nel mondo. NO MUOS NO MAFIA, LA RESISTENZA UNISCE!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PROMOTORI: ASSOCIAZIONE RADIO AUT, ASS. PEPPINO IMPASTATO, GIOVANI COMUNISTI PALERMO, CSP PALERMO, FRONTE DELLA GIOVENTU&#8217; COMUNISTA, CONF. COBAS PALERMO, CIRCOLO METROPOLIS CASTELLAMMARE, LABORATORIO ZETA, COMITATO NO MUOS PALERMO, ASS. RIPORTIAMO ALLA LUCE, ASS. ITALIA CUBA, CREA TV, CIRCOLO ARCI MALAUSSENE, COLLETTIVO 20 LUGLIO.</p>
<p>PER INFORMAZIONI:</p>
<p>info@associazioneradioaut.org</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/comunicato-forum-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Programma Forum Sociale Antimafia 2013</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/forum-sociale-antimafia-2013/programma-forum-2013/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/forum-sociale-antimafia-2013/programma-forum-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 May 2013 06:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[2013]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[cinisi]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[peppino]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[programma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5121</guid>
		<description><![CDATA[XII FORUM SOCIALE ANTIMAFIA &#8220;FELICIA E PEPPINO IMPASTATO&#8221; CINISI 8-11 MAGGIO 2013 &#160; &#160; Anteprima Forum 28 Aprile 2013 ore 10.00: &#8220;Ri-puliamo la memoria&#8221; presso...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1338" alt="Logo Forum Sociale Antimafia Felicia e Peppino Impastato" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2011/04/logo_forum-150x150.jpg" width="150" height="150" /><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1338" alt="Logo Forum Sociale Antimafia Felicia e Peppino Impastato" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2011/04/logo_forum-150x150.jpg" width="150" height="150" />XII FORUM SOCIALE ANTIMAFIA &#8220;FELICIA E PEPPINO IMPASTATO&#8221;</strong></h1>
<h1 style="text-align: center;"><strong></strong><strong>CINISI 8-11 MAGGIO 2013</strong></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;">Anteprima Forum</h2>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">28 Aprile 2013</span> ore 10.00:</strong> &#8220;<em>Ri-puliamo la memoria</em>&#8221; presso il casolare dove è stato ucciso Peppino Impastato.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">01 Maggio 2013</span> ore 09.30:</strong> <em>Corteo a Portella della Ginestra</em><br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">03 Maggio 2013</span> ore 20.00:</strong> <em>Cena sociale</em> +  <em>Concerto Agenia</em> (Spontaneous concrete Jazz) Presso il Giardino Handala<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">06 Maggio 2013</span> ore 16.00:</strong> Incontro-Dibattito con Cirus Rinaldi &#8220;<em>Intro a Sguardi di Genere</em>&#8221; presso la facoltà di Scienze Politiche. A seguire aperitivo.</p>
<h2 style="text-align: center;">PROGRAMMA XII FORUM SOCIALE ANTIMAFIA 2013</h2>
<p><strong>Dal 4 al 12 Maggio</strong>, presso il Salone Comunale di Cinisi, mostra di Pino Manzella e di Paolo Chirco “<em>Peppino e dintorni</em>”.</p>
<p><strong>Mercoledì 8 Maggio</strong></p>
<p><strong> Ore 20.30</strong>: Evento di apertura del Forum</p>
<p><strong> Giovedì 9 Maggio</strong></p>
<p><strong> Ore 09.30</strong>: Forum &#8220;<em>Conflitti di classe: processi di ricomposizione da Sud a Nord</em>&#8221;<br />
Moderatore: <strong>Martina Lo Cascio</strong><br />
Ospiti:<br />
<strong>Arturo Lavorato</strong> (<em>S.O.S Rosarno</em>)<br />
<strong>Ibrahim Diabate</strong> (<em>Africalabria</em>)<br />
<strong>Salvatore Stasi</strong> (<em>Comitato Cittadini Liberi e Pensanti Taranto</em>)<br />
<strong>Maurizio Galici</strong> (<em>Formazione professionale Palermo</em>)<br />
<strong>Mimmo Macrì</strong> (<em>S.U.L. Porto di Gioia Tauro</em>)<br />
<strong>Piero Cancilla</strong> (<em>Indotto FIAT</em>)<br />
<strong>Marco Tarantino</strong> (<em>Almaviva Palermo</em>)<br />
<strong>Marianna</strong> (<em>Collettivo HOBO Bologna</em>)<br />
<strong>Orazio Calì</strong><br />
<strong>Peppino Spataro</strong></p>
<p><strong>Ore 17.00</strong>:<br />
<strong>Corteo:</strong><br />
Partenza dalla <a href="http://goo.gl/maps/7P46b">sede di Radio Aut (Terrasini)</a>, arrivo a <a href="http://goo.gl/maps/Wplw7">Casa Memoria (Cinisi)</a>.</p>
<p><strong>Inaugurazione mostre a Casa 9 Maggio</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/events/535830023147251/?fref=ts">&#8220;NO PASARAN! Resistenze nei territori e lotte sociali&#8221;</a></strong> Mostra fotografica a cura di <strong>Nicolo Verde</strong>. Foto di <strong>Danila D&#8217;amico</strong>, <strong>Alessandra Sicilia</strong>, <strong>Francesco Bellina</strong>, <strong>Fabio D&#8217;Alessandro</strong>, <strong>Antonio Melita</strong>, <strong>Grazia Bucca</strong>.</p>
<p><strong>&#8220;9 Maggio &#8217;78: il depistaggio.&#8221;</strong> Mostra fotografica e documentale di <strong>Paolo Chirco</strong> a cura dell&#8217;<strong>Associazione Peppino Impastato</strong>.</p>
<p><strong>&#8220;Un alieno a Mafiopoli&#8221;</strong> Mostra pittorica di <strong>Gaetano Porcasi</strong>.</p>
<p><strong>&#8220;Puoi farlo anche tu. No Muos No Mafia&#8221;</strong> mostra pittorica di <strong>Eleonora Pedilarco</strong>.</p>
<p><strong>Ore 21.00:</strong> Recital “<em>Pueta d’u teatru</em>”, omaggio a <strong>Gaspare Cucinella</strong>.</p>
<p><strong>Ore 21.30</strong>:<br />
Trasmissione radiofonica in streaming dal sito <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.associazioneradioaut.org&amp;h=EAQE8QPbX&amp;s=1" target="_blank" rel="nofollow nofollow">www.associazioneradioaut.o<wbr />rg</a></p>
<p><strong>Concerto</strong> (@campeggio): <a href="https://www.facebook.com/events/303720226426472/"><strong>Fighting about nervs</strong></a></p>
<p><strong>Venerdì 10 Maggio</strong></p>
<p><strong>Ore 09.30</strong>: Forum &#8220;<em>Solidarietà di classe dall&#8217;Europa al Sudamerica</em>&#8221;<br />
Moderatore: <strong>Valerio Monteventi</strong><br />
Ospiti:<br />
<strong> </strong><strong>Simone Tufano (</strong><em>Vag 61 Bologna</em><strong>)<br />
Adria Rodriguez (</strong><em>Barcellona</em><strong>)</strong></p>
<p><strong>Ore 16.30</strong>: Presentazione del libro &#8220;Ritorno nella Palestina occupata&#8221; di <strong>Claudio Tamagnini</strong>.<br />
Moderatore: <strong>Paolo Arena</strong></p>
<p><strong> Ore 18.00</strong>: Forum &#8220;<em>Palestina, Cuba, Venezuela: percorsi di resistenza antimperialista</em>&#8221;<br />
Moderatore: <strong>Ninni Cirrincione</strong><br />
Ospiti:<br />
<strong> Forum Palestina</strong><br />
<strong> Ambasciata Cubana</strong><br />
<strong> Ambasciata Venezuelana</strong></p>
<p><strong>Ore 22.00</strong>: Spettacolo teatrale <a href="https://www.facebook.com/events/443529749073028/?fref=ts">&#8220;<em>Aut, il sogno di Peppino</em>&#8220;</a> di <strong>Giulio Bufo</strong></p>
<p><strong> Sabato 11 Maggio</strong></p>
<p><strong> Ore 10.00</strong>: Forum &#8220;<em>Di chi è il territorio? Percorsi autogestiti di riappropriazione</em>&#8221;<br />
Moderatore: <strong>Antonio Mazzeo</strong><br />
Ospiti:<br />
<strong>No Tav</strong><br />
<strong> Comitato No Muos Niscemi</strong><br />
<strong> Comitato Mamme No Muos</strong><br />
<strong> Teatro Pinelli Messina</strong><br />
<strong>Forum per l&#8217;ambiente Cala rossa (Terrasini)<br />
No Triv (Ragusa)<br />
</strong></p>
<p><strong> Ore 15.30</strong>: Forum &#8220;<em>Antimafie a confronto</em>&#8221;<br />
Moderatore: <strong>Salvo Vitale</strong><br />
Ospiti:<br />
<strong>Maurizio Montalto (</strong><em>DDA Napoli</em><strong>)</strong><br />
<strong> Andrea Palladino</strong><br />
<strong> Alessandro Gallo</strong><br />
<strong> Associazione Radio Aut</strong><br />
<strong> Associazione Peppino Impastato</strong><br />
<strong> Salvatore Carli (</strong><em>DDA</em><strong>)</strong><br />
<strong> Lorenzo Diana (</strong><em>Fondazione Caponnetto</em><strong>)</strong><br />
<strong> Giuseppe Zaso<br />
Nadia Furnari</strong> (<em>Associazione Rita Atria</em>)</p>
<p><strong>Ore 21.30</strong>:<br />
<strong> Lettura documento finale</strong><br />
<strong> Concerto: MezzGacano &#8211; Sonora Mediterranea<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Aderiscono:<br />
<a href="http://www.peppinoimpastato.com/"><strong>Ass. Peppino Impastato</strong></a><br />
<a href="http://www.associazioneradioaut.org/"><strong> Ass. Radio Aut</strong></a><br />
<strong> Officina autorganizzata</strong><br />
<strong><a href="http://www.metropolis93.org/"> Circolo Metropolis Castellammare</a><br />
<a href="https://www.facebook.com/pages/Comitato-di-base-No-MUOS-Palermo/502524126425188">Comitato No Muos Palermo</a></strong><br />
<strong> Collettivo 20 Luglio</strong><br />
<a href="http://www.comunistisinistrapopolare.com/"><strong> Csp Palermo</strong></a><br />
<a href="http://gcpalermo.wordpress.com/"> <strong> Giovani comunisti Palermo</strong></a><br />
<a href="http://www.gioventucomunista.it/"><strong> Fronte della gioventù Comunista</strong></a><br />
<a href="http://www.inventati.org/zetalab/"><strong> Laboratorio Zeta</strong></a><br />
<strong><a href="http://www.riportiamoallaluce.org/"> Ass. culturale Riportiamo alla Luce</a><br />
<a href="http://cobassicilia.wordpress.com/"> Confederazione Cobas Palermo</a><br />
<a href="http://www.italia-cuba.it/associazione/circoli/circolo_palermo.asp"> Associazione Italia Cuba</a><br />
<a href="http://www.creatv.tv/"> Crea tv</a><br />
Circolo Arci Malaussene </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="info@associazioneradioaut.org">info@associazioneradioaut.org</a></p>
<p style="text-align: justify;">Informazioni sul forum:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.associazioneradioaut.org/">Associazione Radio Aut</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.peppinoimpastato.com/">Associazione Peppino Impastato</a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le iniziative (salvo dove specificato) si terranno presso <strong>Casa 9 Maggio </strong>(Ex casa Badalamenti) <a href="http://goo.gl/maps/EsKgv">in Corso Umberto 183 a Cinisi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CAMPEGGIO PRESSO IL <a href="http://goo.gl/maps/MqtrR">CAMPO SPORTIVO DI CINISI</a>.</strong></p>
<h2 style="text-align: center;">Come arrivare</h2>
<p><strong>In auto:</strong> Autostrada A29  Palermo-Trapani-Mazara del Vallo, uscita svincolo di Cinisi  se si viene da Palermo, Terrasini se si viene da Trapani, poi seguire le indicazioni sulla S.S. 113 verso Cinisi.</p>
<p><strong>In Treno: </strong><a href="http://www.trenitalia.com/">Linea ferroviaria Palermo -Trapani</a>, Fermata alla stazione di Cinisi-Terrasini (25 km da Palermo). Il campeggio del forum è a circa 500 m.</p>
<p><strong>In Pullman: </strong><a href="http://www.aziendasicilianatrasporti.it/">Corse ditta AST</a> da Palermo direzione Partinico o Terrasini. Fermata all’incrocio principale di Cinisi</p>
<p><strong>In Aereo:</strong> <a href="http://www.gesap.it/">L’Aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino”</a> di Palermo è a Punta Raisi, nel territorio comunale di Cinisi, e dista 1 km dal centro del paese. Dall’aeroporto sono in servizio un treno/navetta, il Trinacria Express, con corse circa ogni ora, ed una linea di pullman con corse  per Cinisi, oltre che i taxi.</p>
<p><strong>In Nave</strong>: <a href="http://www.portpalermo.it/">Al Porto di Palermo</a> attraccano i traghetti e le navi passeggeri provenienti da: Genova, Livorno, Napoli e Cagliari. Si consiglia di proseguire poi con i <a href="http://www.aziendasicilianatrasporti.it/">pullman AST</a> che partono dalla Stazione Pullman a Palermo, accanto la stazione Centrale ferroviaria, con cadenza frequente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/forum-sociale-antimafia-2013/programma-forum-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ri-puliamo la memoria &#8211; la cronaca</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/iniziative/cronaca-ripuliamo-la-memoria/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/iniziative/cronaca-ripuliamo-la-memoria/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 07:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Aut Racconta]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio 1978]]></category>
		<category><![CDATA[assassinio]]></category>
		<category><![CDATA[casolare]]></category>
		<category><![CDATA[cinisi]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[peppino]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5137</guid>
		<description><![CDATA[Parecchi compagni del Forum Sociale Antimafia ieri hanno, in buona parte, ripulito il casolare in cui fu ucciso Peppino Impastato. Armati di rastrelli, pale, zappe,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parecchi compagni del Forum Sociale Antimafia ieri hanno, in buona parte, ripulito il casolare in cui fu ucciso Peppino Impastato. Armati di rastrelli, pale, zappe, cesoie, sacchi e guanti, i compagni di Peppino e altri  ragazzi del Forum hanno passato la mattinata a togliere erbacce, pietre, sterco di vacche, bottiglie di plastica e di vetro, resti di un falò, il tutto con raccolta differenziata, riuscendo alla fine a dare un’immagine più dignitosa al posto in cui, la notte dell’8 maggio 1978, Peppino Impastato venne massacrato e ucciso dai mafiosi del clan di Gaetano Badalamenti, prima di essere posto sui binari, a pochi metri di distanza, e fatto saltare in aria con circa 5 chili di tritolo. Il posto ha conservato un suo lugubre fascino e dopo trentacinque anni non ha subito, per fortuna, particolari interventi di restauro che avrebbero compromesso la sua caratteristica di “monumento” naturale. L’anno scorso è venuto qui un assessore regionale, Armao, il quale ha promesso un intervento della Regione, per definirne l’acquisto e il restauro. In fretta e furia tutto è stato ripulito, per poi tornare come prima. Qualche mese fa Giovanni Impastato ha denunciato il degrado presente, ma  ha ottenuto solo un generico interesse dei giornali e qualche promessa da parte di uomini politici, ad oggi rimasta tale. Qualche anno fa, grazie all’intervento dei compagni di Peppino e della famiglia, il sito è stato vincolato nel piano regolatore di Cinisi come area inedificabile. Si parla di farne un sito d’interesse storico-culturale, ma allo stato attuale tutto è in abbandono totale. Un vaccaro della zona, con il permesso del proprietario, ha chiuso l’accesso con un rudimentale cancello e ha adibito l’esterno a posto di ricovero per le sue vacche. “Invece di fare pubblici appelli e denunce, che lasciano il tempo che trovano&#8221; ha detto Salvo Vitale, presidente dell’Associazione Peppino Impastato &#8220;abbiamo preferito, in silenzio, rimuovere quanto era possibile sia dentro che fuori, dandoci appuntamento nei prossimi giorni per completare l’opera ed esporvi una mostra con le foto che Paolo Chirco ha scattato il 9 maggio 1978, quando i carabinieri venuti per le indagini, abbandonarono frettolosamente il posto, lasciando per terra preziosi elementi utili per le indagini.” Fu in tale circostanza che i compagni di Peppino notarono il casolare, vi entrarono e scoprirono alcune macchie di sangue su un sedile in muratura. Era la prova evidente che Peppino era stato portato lì dentro e ucciso: la cosa venne poi confermata dalle analisi di quel sangue, che era lo stesso di quello di Peppino. Pertanto, non si trattava di sangue mestruale, come ridicolmente sostenuto in un primo tempo dagli investigatori. Oggi quel sedile di pietre è stato pressocchè distrutto, una parte del tetto è caduta, ma, per fortuna il posto, è stato preservato da ulteriori interventi. Onde evitare possibili accuse di violazione di domicilio, perché a Cinisi tutto è possibile, il proprietario del sito, dott. Venuti, è stato avvisato. “Auspichiamo&#8221; aggiunge Vitale &#8220;che, ove la Regione o il Comune riescano ad acquisire questo sito, non vi si facciano dei lavori che ne snaturino il significato di “luogo della memoria” riducendolo a un tassello di un itinerario turistico a pagamento”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/iniziative/cronaca-ripuliamo-la-memoria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La resistenza unisce</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/racconta/25-aprile-nomuos/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/racconta/25-aprile-nomuos/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 16:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio Aut Racconta]]></category>
		<category><![CDATA[25 Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[niscemi]]></category>
		<category><![CDATA[No muos]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5128</guid>
		<description><![CDATA[Una giornata di memoria della liberazione non rituale quella che si è vista oggi a Niscemi: dopo la scarcerazione di Turi e Nicola, anche oggi...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><img class="aligncenter size-full wp-image-5129" alt="25 aprile" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2013/04/25-aprile.jpg" width="300" height="443" /></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Una giornata di memoria della liberazione non rituale quella che si è vista oggi a Niscemi: dopo la scarcerazione di Turi e Nicola, anche oggi il movimento NoMuos ha dimostrato di non cedere alle intimidazioni di questo Stato bi-cefalo, che da una parte garantisce per la sospensione dei lavori e dall’altra scorta, con i propri uomini in divisa, i convogli Usa .</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Diverse iniziative hanno scandito la mattina ed il pomeriggio riuscendo a conciliare (apparenti) distanze di spazio e tempo. Spazi e tempi di resistenza e lotta che camminano sulle stesse gambe: il nostro incedere di attivisti antimilitaristi sulla stessa strada dei giovani ribelli di Marzabotto della lotta antifascista.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">La mattina è cominciata con una passeggiata sul neonato sentiero partigiano NoMuos; un paio di chilometri strappati alle prepotenze degli invasori, un’occasione per ri-scoprire la gioia del camminare insieme e la bellezza della natura, con gli interventi di Antonio Mazzeo a illustrare le devastazioni presenti e future (gli piacerebbe!) della base di morte USA. A sorpresa abbiamo anche potuto constatare che al di là delle dimostrazioni muscolari degli yankee, basta una giornata di vento per far cadere giù come niente diversi metri di rete della base.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Pranzo sociale per rinfrancarci con le primizie e il vino (che 25 aprile sarebbe sennò?) dei contadini NoMuos, e nel pomeriggio inaugurazione della mostra che ricostruisce la storia della Brigata autonoma “Stella rossa”, alla presenza del partigiano Ursus.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ursus, un giovane compagno che a 91 anni affronta un viaggio di mille chilometri, dalla provincia di Modena alla Sicilia, per il piacere e l’impegno di un racconto da condividere per contrastare nuovi e vecchi fascismi, con un incontro nella Piazza di Niscemi insieme al Prof Zucchetti.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Si chiude in bellezza con una “pizzata” al Presidio permanente in Contrada Ulmo. Il nostro forno è sia a legna che a microonde, perché RESISTERE per noi è anche questo: vivere per mesi “braccati” da radiazioni e repressione godendoci il piacere dello stare insieme.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/racconta/25-aprile-nomuos/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ri-puliamo la memoria</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/iniziative/ripuliamo-la-memoria/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/iniziative/ripuliamo-la-memoria/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 10:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[assassinio]]></category>
		<category><![CDATA[associazione peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[casolare]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra]]></category>
		<category><![CDATA[paolo chirco]]></category>
		<category><![CDATA[peppino]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=5125</guid>
		<description><![CDATA[Forum sociale antimafia RI-PULIAMO LA MEMORIA Nell&#8217;ambito delle iniziative in preparazione del Forum Sociale Antimafia, l&#8217;Associazione Peppino Impastato vi invita a partecipare Domenica 28 aprile...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>Forum sociale antimafia</b></p>
<p style="text-align: center;"><i><img class="aligncenter size-full wp-image-332" alt="Logo Forum small" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2010/05/disegno-peppino-impastato.jpg" width="254" height="250" /><strong>RI-PULIAMO LA MEMORIA</strong></i></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ambito delle iniziative in preparazione del Forum Sociale Antimafia, l&#8217;Associazione Peppino Impastato vi invita a partecipare Domenica 28 aprile a &#8220;Ri-Puliamo la memoria&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ore 10,30:</strong> Concentramento a Cinisi presso Casa 9 maggio, Corso Umberto 193,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ore 11.00:</strong> Arrivo presso il casolare in cui è stato ucciso Peppino Impastato, per pulire il sito da erbacce e rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa che il Comune di Cinisi decida di acquisire il terreno e il casolare e che la Regione, come promesso, ne faccia un sito d’interesse culturale, denunciamo lo stato di degrado in cui è abbandonato questo posto, e, al di là delle parole,  cercheremo di renderlo accessibile, nel rispetto della memoria di Peppino.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul posto verrà esposta una mostra di foto di Paolo Chirco, scattate il 9 maggio 1978.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Associazione Peppino Impastato)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/iniziative/ripuliamo-la-memoria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
