<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Associazione Radio Aut</title>
	<atom:link href="http://www.associazioneradioaut.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.associazioneradioaut.org</link>
	<description>Per l&#039;antimafia sociale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 14:40:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>Incendiato nella notte il C.S.O.A. Cartella di Reggio Calabria</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/incendio-csoa-cartella-reggio-calabria/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/incendio-csoa-cartella-reggio-calabria/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Aut Informa]]></category>
		<category><![CDATA[attentato fascista]]></category>
		<category><![CDATA[csoa cartella]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[reggio calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4626</guid>
		<description><![CDATA[Questa notte un incendio doloso ha devastato il C.S.O.A. Cartella. La matrice fascista dell&#8217;attentato è palese, prova ne sono le svastiche e le scritte ritrovate...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questa notte un incendio doloso ha devastato il C.S.O.A. Cartella. La matrice fascista dell&#8217;attentato è palese, prova ne sono le svastiche e le scritte ritrovate all&#8217;interno della struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Associazione Radio Aut esprime massima solidarietà ai compagni del C.S.O.A. Cartella, con cui da anni lotta fianco a fianco.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi proponiamo un&#8217;intervista a Giuseppe Marra registrata nelle ore successive all&#8217;attentato.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/4mdQQwMnfvo" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>In questo video, invece, si possono vedere le tracce lasciate dai fascisti all&#8217;interno della struttura.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/U4ev493QIEA" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/incendio-csoa-cartella-reggio-calabria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Socrate è mortale?</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/socrate-e-mortale/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/socrate-e-mortale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 12:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zona Aut]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[corteo]]></category>
		<category><![CDATA[felicia]]></category>
		<category><![CDATA[ferrandelli]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[orlando]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco di palermo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4612</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di Fabrizio Fasulo al dibattito sulla contestazione ai due candidati a sindaco di Palermo, Orlando e Ferrandelli, durante il corteo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di Fabrizio Fasulo al dibattito sulla contestazione ai due candidati a sindaco di Palermo, Orlando e Ferrandelli, durante il corteo di chiusura del Forum Sociale Antimafia &#8220;Felicia e Peppino Impastato&#8221; 2012.</em></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Socrate è mortale?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Dispiace rendersi conto di quanto la politica sia caduta in basso, se ci si ostina ad arrovellarsi intorno ad un episodio come questo. Ma nel momento in cui rispondo resto anche io, inevitabilmente, coinvolto nella cosa per cui tanto vale affrontare le questioni di petto. Primo punto: a Ferrandelli non è stato impedito di prendere parte al corteo. Ferrandelli è stato contestato, cosa CHE IN POLITICA DOVREBBE ESSERE L&#8217;ABC, il fondamento. Che una parte di un corteo esprima non invettive o offese, nè tantomeno aggredisca, per carità, ma manifesti dissenso e contrarietà credo sia una cosa assolutamente normale (sempre che si ammetta che un corteo porti contenuti e non sia solo un afflato etico da spettacolarizzare e da capitalizzare a vantaggio di chi se ne intesti una discutibile rappresentanza). Semmai il problema è che c&#8217;è chi cerca di farsi un po&#8217; di pubblicità elettorale contando e confidando su una galassia mediatica atrocemente incapace. Che una componente politica esprima una contestazione, peraltro argomentata, seppur nei limitidi di quanto un corteo metta nelle condizioni di poter fare, credo sia una cosa sana. Di certo non una colpa o un peccato da stigmatizzare. Ferrandelli poteva, come credo abbia fatto, continuare il proprio corteo senza che si levassero cori di vibrante protesta per la &#8220;vittima&#8221; di non si sa bene che cosa. Credo che non riconoscere quanto la situazione politica, in Italia e in Sicilia, sia in drastico e tremendo mutamento peggiorativo sarebbe un grave errore. Per cui pretendere che una situazione come quella palermitana non dovesse avere riflessi in un contesto politicissimo come il 9 maggio sarebbe un atto di ipocrisia o di stoltagine, anche se credo che di stolti qui proprio non ce ne siano. Per quanto riguarda poi la questione degli slogan pro Orlando che, a quanto apprendo, sarebbero provenuti dal camion (non era quello del Forum, beninteso): scelta discutibile, in effetti, ma le realtà politiche che l&#8217;hanno assunta se ne assumano la responsabilità. La politica prevede scelte e responsabilità, conseguentemente giudizi e valutazioni. Vorrei però sapere, a questo punto, come mai nessuno dei corifei dell&#8217;indignazione si sia preso la briga di protestare quando il primo maggio, in occasione della partenza del corteo di commemorazione per le vittime di Portella, dal microfono ben asserragliato e protetto dentro la Casa del Popolo di Piana degli Albanesi uno degli oratori ufficiali non si è posto alcuno scrupolo nel dare indicazioni di voto per Ferrandelli. Forse che la CGIL può farlo e invece si può sparare ad alzo zero sull&#8217;organizzazione di un Forum che non gode delle stesse coperture e delle stesse sponsorizzazioni? Era forse meno offensivo e inopportuno far diventare Portella uno slogan filo Pd e pro Ferrandelli? Se entrambi gli episodi sono da esecrare (ma il primo maggio è stato ben peggiore, vista l&#8217;ufficialità che l&#8217;episodio ha assunto in seguito alla legittimazione che veniva direttamente dagli organizzatori) qualcuno ha peccato di falsa coscienza e disonestà, oltre che di ipocrisia, visto che ha parlato solo quando i rapporti di forza gli sono stati sfavorevoli. In caso contrario, se si assume che l&#8217;episodio del primo maggio non è grave nè degno di condanna allora non lo può essere certo quello di Cinisi. Sui manifestanti con le bandiere del PD: non ho assistito a nulla del genere (eppure ho partecipato al corteo dentro lo spezzone che sarebbe stato responsabile di una tale &#8220;infamia&#8221;) e vista la malafede serpeggiante non esiterei a credere che si tratti di una bufala. Ma se anche si è verificata qualcosa del genere allora è certo che si tratti di un episodio che non rende felici. Vorrei però che si riflettesse sul fatto che, a quanto dice Danilo, si sarebbe mossa una riserva sulle bandiere del Pd, non sulle persone che le bandiere le portavano. Possibile che si gridi all&#8217;intolleranza e non si capisca che, se davvero è successo, questo episodio dimostra che la politica è fatta dalle persone vere, che vivono e interpretano le contraddizioni del reale; una politica che non è monopolio esclusivo dalle segreterie nazionali, dai loro calcoli, con i loro rapporti da tenere in ombra, con Goldman Sachs, Trilateral e Co.. Ferrandelli, ed eventualmente il Pd, sono stati contestati politicamente, perchè chi ha sentito di farlo non condivideva politicamente le scelte politiche di cui questi soggetti si sono resi e si rendono responsabili. Non si tratta di fare sillogismi sulla mafia, intesa come qualcosa che si contagi per contatto o qualcosa cui si partecipi per essenza. Socrate è mortale perchè è un uomo. No. Ferrandelli non è mafioso perchè toccato da Lumia che a sua volta tocca Lombardo. Non lo è neanche perchè abbraccia Vizzini (spero che Aristotele non se la prenda&#8230;.) o perchè alle primarie vanno a votare le truppe cammellate del centro destra e dell&#8217;MPA. Qui il problema non è disquisire delle essenze presunte delle persone ma semmai chiedersi quale sia la natura di un progetto politico: è legittimo esprimere dissenso civile (perchè è stato civilissimo&#8230;) verso scelte politiche ritenute di contiguità con determinati ambienti e con specifici progetti politici? Si può sperare che invece del moralismo ci si possa non stupire se un&#8217;area politica esprima il proprio fastidio verso chi è ritenuto politicamente criticabile? Forse no, in effetti. Però sarebbe gradito non scomodare la logica, quasi che tutto sia chiaro e lineare, deducibile, immediato. Perché è tutto molto più contraddittorio e ingarbugliato&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Fabrizio Fasulo)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/socrate-e-mortale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lettera al ceto medio italiano</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/lettera-ceto-medio-italiano/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/lettera-ceto-medio-italiano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Domenico Basile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zona Aut]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[ceto medio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[menzogne]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4572</guid>
		<description><![CDATA[Caro ceto medio, è da un po&#8217; che penso a te, a volte con rabbia, altre con profonda pena, di tanto in tanto perfino con...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro ceto medio,</p>
<p><img class="size-medium wp-image-4573 alignright" title="Magritte Golconda" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Magritte-Golconda-300x225.jpg" alt="Magritte Golconda" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">è da un po&#8217; che penso a te, a volte con rabbia, altre con profonda pena, di tanto in tanto perfino con vergogna. Finalmente ho deciso di scriverti, per comunicarti le sensazioni che mi giungono dal tuo naufragio senza speranza nella storia contemporanea di un paese che non capisci più, che forse non hai mai veramente capito. Tu mai giovane, tu eternamente vecchio, tu solamente presente, mai passato, mai futuro.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Su di te hanno scritto in tanti, forse in troppi, cercando di spiegare di volta in volta quale dovesse essere la tua funzione in un mondo che mutava sempre più rapidamente, provando a proporti come inutile parassita della società, soggetto collettivo incapace di vita propria, cuscino tra gli altrui attriti, bilancia di un mondo squilibrato, ventre ruminante di un corpo che aveva altrove la testa pensante e molto più in basso le solide gambe. Perdonami se la metafora non risulterà particolarmente innovativa, ma ti so assai legato agli insegnamenti che puntiglioso il tuo professore di lettere ti ha tramandato, missione di civiltà e segno dell&#8217;avvenuta distinzione sociale, quindi ho voluto farti un tenero omaggio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Diciamoci la verità fin da subito: ti hanno fregato, caro ceto medio italiano. Sei il figlio meno vivace della famiglia e ti hanno usato per imbrigliare i fratelli e le sorelle più intraprendenti, quegli stessi fratelli e sorelle che per lungo tempo hai guardato con rancore, temendo di essere inadeguato, perfino un po&#8217; sfigato.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Chi &#8211; più in alto di te &#8211; temeva l&#8217;esistenza del conflitto sociale ti ha studiato a lungo e in forme e modi assai differenti ha a poco a poco capito che il ragazzotto un po&#8217; imbranato, panciuto e poco propenso alle relazioni umane era la carta perfetta per drogare un sistema complesso sì, ma in ogni caso dinamico. Del resto che cosa chiedevi per sentirti felice? Una vita statica, un impiego noioso, vissuto con ritmi ripetitivi e svolto in una sede immutabile, un graduale innalzamento dell&#8217;accesso ai consumi, via via sempre più spinto fino all&#8217;eccesso del parossismo, una famiglia, dei figli, qualche giorno di vacanza al mare, sempre nello stesso mese dell&#8217;anno, quasi sempre nello stesso posto perché non ti toccasse d&#8217;immaginare una novità.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Sia chiaro che non ce l&#8217;ho con te, non pretendo di farti la morale, non avrei speso il mio tempo per scriverti queste parole e tollero poco Kant. Come t&#8217;ho già anticipato, da qualche tempo guardo a te con sincera pena, perché ti vedo sculettare tra parole che non sai decifrare e prese di posizione talmente autolesionistiche da farti sembrare autistico. Tutte le tue più classiche declinazioni, dal monotono bigottismo sociale al prudente e subdolo profilo di frodatore delle pubbliche glorie, fino al più prevedibile velleitarismo rivoluzionario, sono ormai state neutralizzate alla base e sei ridotto a sentire la mancanza di quel <em>berlusconismo</em> con cui dal 1994 hanno riformattato il tuo software, indipendentemente dal tuo <em>colore</em> politico (come se fosse una puerile questione cromatica). Anche di questa metafora non vado particolarmente fiero, ma so che negli ultimi anni non disdegni certe passioni per l&#8217;informatica, segno evidente del tuo essere all&#8217;altezza dei tempi, e per ciò ti ho nuovamente omaggiato, perché non ti sentissi sculacciato con troppa gratuità.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ora che lo scenario politico italiano si è riequilibrato e ha sgomberato il campo da ogni accenno di immoralità, ora che tutti i santoni mediatici cui ti sei così profondamente legato cantano con una sola voce, ora che le parole d&#8217;ordine che da anni porti con fierezza nel pubblico dibattito sono sulla bocca di tutti, proprio ora che dovresti essere felice, attore unico delle sorti dell&#8217;Italia, senti che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Stranamente l&#8217;<em>imparzialità </em>nel governare, le <em>competenze tecniche</em>, l&#8217;<em>assenza delle ideologie</em>, <em>l&#8217;equità</em> e la <em>meritocrazia</em>, il <em>risparmio</em>, la <em>sobrietà</em>, la <em>responsabilità</em> e la <em>legalità</em>, la <em>sicurezza</em> e l&#8217;<em>austerità</em>, questo pacchetto di valori così a lungo desiderato, così ben confezionato, si sta rivelando la copertura ideologica di un mondo orribile e avviato verso lo sfascio più totale, e diciamo pure che ci saresti potuto arrivare da solo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Certo non temi più il comunismo russo (che belli i tempi dell&#8217;esotismo) coi suoi proletari intenzionati a confiscarti la casa e le poche proprietà private che con fatica hai collezionato; né vedi correre attorno a te gli stivali totalitari del fascismo e del nazismo, perché per te solo con gli stivali si vive in un regime di sospensione della democrazia; sono spariti perfino i capelloni e i drogati degli anni Settanta, con la loro pretesa (assai presto abbandonata) di combattere con ogni secondo della propria vita un sistema che neanche intravedi fino in fondo. Ormai c&#8217;è la TV e puoi affermare che il libero dibattito si esprime ogni giorno, nei salotti di tutte le reti televisive; i giornali rappresentano con vocazione pluralista un paese ricco di fermenti culturali e i corpi degli uomini e delle donne – soprattutto delle donne – messi quotidianamente a nudo sugli schermi, sui giornali, su ogni coloratissima pubblicità, sono la spia evidente che il periodo dell&#8217;oscurantismo cattolico è finalmente finito; con internet si può avere diritto di parola e di informazione, liberi di conoscere e giudicare ogni cosa che più ci va di approfondire, liberi finalmente di essere liberi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Eppure provo pena, anche perché cominci a sentire che qualcosa non va, te lo dicevo prima. Pena perché gli hai creduto e continui a credergli, pena perché hai lasciato senza colpo ferire che ti rubassero il passato, il futuro e perfino il presente, pena perché non sei in grado di vedere oltre la tua vita fatta di comode scomodità, pena perché tutto questo è avvenuto mentre faticavi e risparmiavi sulle cose che valeva la pena di difendere, lentamente. Cosa farai quando sarai trasformato nella brutta copia di quei fratelli che tanto temevi da bambino – senza neppure averli al fianco perché hai contribuito a metterli in minoranza – ancora non posso dirlo; del resto non faccio il mago e non aspiro a prevedere un bel niente. Però vedo già l&#8217;esplosione delle tue contraddizioni, quando ti esalti davanti alla notizia dell&#8217;ennesimo controllo della Guardia di Finanza, felice che il fruttivendolo sotto casa debba smantellare il suo banchetto con la merce perché abusivo, felice che il pizzaiolo debba ritirare i quattro tavolinetti sul marciapiede perché privo dell&#8217;autorizzazione, felice perché la lavanderia viene multata per gli scontrini non rilasciati, felice perché il parrucchiere dovrà rispettare le norme igieniche, perché il tassista dovrà lavorare in un regime di concorrenza spietato, perché il supermercato dovrà accoglierti a ogni ora del giorno e tutti i giorni della settimana, perché il buco del culo su cui lo Stato sta concentrando le proprie attenzioni non sarà più soltanto il tuo. Sei sempre stato così, il dito non ti ha mai consentito di scorgere la luce della luna e parlarti di legittimità del potere rispetto alle azioni repressive che compie o della necessità che ai sacrifici corrisponda un ritorno collettivo certe volte mi sembra tempo sprecato, ti accontenti dei servizi di Repubblica e delle prediche di Mentana, dello scandalismo di Italia Uno e perfino della retorica imbolsita di Libero e Il Giornale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ormai sono arrivati quasi alla resa dei conti, i popoli europei stanno subendo uno degli attacchi più spietati che il capitalismo abbia mai messo in atto in casa propria – perché su ciò che avviene fuori dai nostri confini preferisco tacere in questa sede, non vorrei che la consapevolezza di cosa siano veramente le missioni di pace italiane ti turbasse troppo, né che la conoscenza di chi ti sta raccontando le rivolte del nord Africa ti sconvolgesse fino alla nausea – per cui quattro cose te le voglio dire, giusto per non potermi rinfacciare che ho taciuto. Voglio dirti che quello che sta succedendo non è un avvenimento casuale, che nulla avviene per inerzia e che la crisi con cui stanno giustificando la morte dello stato sociale è stata costruita pezzo dopo pezzo nei decenni scorsi, mentre tu guardavi il Bagaglino e compravi la tua prima telecamera. Dimentica la possibilità che l&#8217;attuale premier sia un docente capace e un tecnico preparato perché è solo l&#8217;ultimo tassello di una storia che puntava a eliminare il conflitto sociale e, solo successivamente, a distruggere te, caro ceto medio italiano. Perché una volta che i residui di proletariato (ah, le parole che temi) si fossero trasformati, chi più chi meno, anch&#8217;essi in ceto medio, a quel punto tu saresti diventato il protagonista del film, e che film! Il thriller in cui stai vivendo prevede che tu, adesso, ti trasformi in una nuova forma di proletariato, ma senza alcuna coscienza di classe, senza strumenti per elaborare la realtà o per opporti alla nuova schiavitù pensata apposta per te, solo e abbandonato tra i prodotti di un consumismo che comincia a invecchiare troppo in fretta, incapace di progettare un mondo veramente alternativo. Insomma, esattamente tu.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Non so come ci si senta a scoprire tutte queste cose di botto, o magari a provare la sensazione che dietro questa sintesi sgangherata si nascondono le tante piccole sensazioni che da tempo celavi alla tua volontà cosciente, però questa è solo la parte più evidente della storia e volevo parlartene, tutto qui. Non sono capace di credere in una riproposizione dell&#8217;uguale, non sarebbe storia e nel mondo c&#8217;è <em>solo</em> la storia; non mi piacciono le parole d&#8217;ordine che dietro un apparente radicalismo nascondono la volontà di confermare la vita dei propri genitori e non mi convincono le metafisiche dell&#8217;egualitarismo a ribasso. Nonostante tu sia la vittima di un progetto che mirava alla tua distruzione, mi ritrovo alla fine nell&#8217;impossibilità di scegliere quasi tutte le manifestazioni del tuo essere; non posso giocare a fare il disimpegnato perché giorno dopo giorno le mazzate mi arrivano addosso, non posso giocare a fare il militante a tempo pieno perché l&#8217;economia pretende la schiavitù e nella schiavitù le cose sono complicate in molti modi, non posso rifugiarmi nei miti di una volta perché un vecchietto m&#8217;ha insegnato che le farse sono delle ripetizioni di dubbio gusto, non posso rimboccarmi le maniche perché il consumismo di riflesso m&#8217;ha tolto molto tempo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Dico soltanto che ancora non abbiamo visto tutto, caro ceto medio italiano, per cui spero di avere sbagliato nel ritenerti strutturalmente incapace di essere soggetto collettivo cosciente e atto a fare storia. Prova a sorprendermi. Dal canto mio posso solo partire dalla realtà, da quella realtà che vivo e che i tuoi maestri avrebbero definito bellissima e insieme intollerabile. Le mie convinzioni politiche ce le ho, precarie ma ci sono, te lo garantisco. Devono confrontarsi tutti i giorni col reale, per fortuna, ma non sono l&#8217;argomento di questa lettera. Almeno questo non te lo comunico.</p>
<p align="JUSTIFY"> <strong>G.D.B<em>.      -       </em></strong><em>Uno dei tuoi figli meno grati.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/zona-aut/lettera-ceto-medio-italiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>COMUNICATO STAMPA SUI FATTI DEL 9 MAGGIO 2012</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/comunicato-stampa-fatti-9-maggio-2012/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/comunicato-stampa-fatti-9-maggio-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 19:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Domenico Basile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Aut Informa]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[ferrandelli]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[orlando]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[radio aut]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4549</guid>
		<description><![CDATA[Palermo, 10 maggio 2012 COMUNICATO STAMPA SUI FATTI DEL 9 MAGGIO 2012 L&#8217;associazione Radio Aut sente il bisogno di prendere le distanze dalla polemica sterile...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Palermo, 10 maggio 2012</p>
<p><strong>COMUNICATO STAMPA SUI FATTI DEL 9 MAGGIO 2012<img class="alignright size-medium wp-image-4546" title="Funerali Peppino" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/impastato_funerali_peppino_impastato_01-300x187.jpg" alt="Funerali Peppino" width="300" height="187" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;associazione Radio Aut sente il bisogno di prendere le distanze dalla polemica sterile che è nata intorno alla presenza dei candidati a sindaco della città di Palermo (Ferrandelli e Orlando) al corteo del 9 maggio a Cinisi, in memoria di Peppino Impastato.</p>
<p style="text-align: justify;">La polemica, tutta interna alle dinamiche elettorali che in questi giorni stanno lacerando la sinistra istituzionale (e non solo) palermitana, ripropone uno schema mediatico che Peppino avrebbe ritenuto degno del peggior sistema politico-mafioso e vede protagonisti quegli stessi media che rivolgono attenzioni al movimento antimafia solo in occasioni di scoop e tirature certe, ma che dimenticano tutti i compagni che quotidianamente faticano perché le cose riescano, senza retribuzioni o coperture politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente alla &#8220;cacciata&#8221; di Ferrandelli, riteniamo opportuno ricordare che la contestazione non appartiene né a Rifondazione Comunista né tantomeno a uno sparuto gruppo di esagitati, al contrario nasce in seno all&#8217;intero corteo, tra le migliaia di manifestanti presenti come ogni anno per ricordare Peppino. Le motivazioni che hanno portato tutti quei manifestanti a urlare slogan assai poco strumentalizzabili &#8211; &#8220;Fuori il PD dal corteo!&#8221; &#8211; vanno ricercate nella decisione di Ferrandelli di dare vita a un&#8217;alleanza elettorale con quello stesso PD siciliano che sostiene il governo Lombardo. Ribadire partecipazioni decennali al corteo del 9 maggio o primogeniture radiofoniche non salva dalle proprie responsabilità e talvolta la piazza se ne ricorda.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto a Orlando, dissentiamo da chi rivendica consonanze o affinità tra il corteo e il candidato sindaco di IDV; nessuno ha accolto Orlando con applausi ma al contrario è stato fatto uscire dallo spezzone di movimento del corteo, accompagnato dallo slogan &#8220;fuori i democristiani dal corteo!&#8221;. Chi negasse ciò, starebbe strumentalizzando la questione dalla parte opposta della bilancia elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; inutile congetturare sulle sensazioni che si originano a caldo all&#8217;interno di un corteo come quello del 9 maggio, manifestazione che nasce e si riconosce nella prassi politica di un militante comunista rivoluzionario come Peppino Impastato. E&#8217; superfluo concentrare l&#8217;attenzione mediatica sui soli candidati al ruolo di sindaco. Ciò che sconvolge ancora oggi è, semmai, la facilità con cui ci si permette di trasformare momenti fondativi della memoria storica e resistente di questa regione in passerelle e trampolini ballonzolanti. Piuttosto che gridare frettolosamente al gesto &#8220;deplorevole&#8221; o rivendicare democraticismi privi di sostanza, gli apparati dei partiti che si dicono di &#8220;sinistra&#8221; dovrebbero forse ricominciare a vivere la politica come momento di confronto con la condizione drammatica della realtà italiana, per evitare che una miseria sempre più strisciante diventi elemento detonante di quelle conflittualità cui nessuno sembra più voler dare cittadinanza.</p>
<p>Associazione Radio Aut</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/comunicati/comunicato-stampa-fatti-9-maggio-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Documento finale Forum Sociale Antimafia &#8220;Felicia e Peppino Impastato&#8221; 2012</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/documento-finale-forum-2012/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/documento-finale-forum-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[felicia]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[no tav]]></category>
		<category><![CDATA[no tav no mafia]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4582</guid>
		<description><![CDATA[Anche quest’anno il Forum sociale antimafia “Felicia e Peppino Impastato”, giunto ormai alla sua undicesima edizione, ha proposto un ricchissimo percorso di riflessione e di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1338" title="logo_forum" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2011/04/logo_forum-150x150.jpg" alt="Logo Forum Sociale Antimafia Felicia e Peppino Impastato" width="150" height="150" />Anche quest’anno il Forum sociale antimafia “Felicia e Peppino Impastato”, giunto ormai alla sua undicesima edizione, ha proposto un ricchissimo percorso di riflessione e di socializzazione delle conflittualità, mettendo in rete – dal basso – alcuni tra i più significativi segmenti delle lotte che attraversano il nostro paese. Punto di riferimento di tutte e cinque le giornate è stato, ancora una volta, il percorso politico di Peppino Impastato, le sue battaglie, le scelte che insieme ai tanti compagni lo portarono allo scontro aspro e consapevole con la mafia di Cinisi. Al di fuori di ogni arroccamento in sterili difese memoriali e di ogni forzosa operazione di gestione strumentale di una figura come quella di Peppino Impastato, in questi undici anni il Forum ha sempre tentato di attualizzare il patrimonio politico e <img class="alignright size-thumbnail wp-image-4381" title="no tav no mafia" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/04/no-tav-no-mafia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />culturale che Peppino ha rappresentato e continua a rappresentare. Per far ciò ci si è sempre aperti alle esperienze locali, nazionali e internazionali di lotta, dando voce e visibilità a tutte quelle forme di resistenza territoriale che raramente hanno cittadinanza nel dibattito politico italiano (e non solo). Volendo proseguire il tratto forse più significativo dell’intero percorso di Peppino, le realtà che promuovono ed organizzano il Forum hanno perciò tentato anche quest’anno di coniugare l’elemento territoriale, che sta alla base di ogni processo di emancipazione e di protagonismo consapevole delle masse, con uno sguardo d’insieme e sistemico rivolto alla dimensione nazionale e internazionale. Siamo partiti con il confronto tra diverse visioni della crisi e delle sue cause, provando a riconoscere possibili vie d’uscita e denunciando il valore antidemocratico di leggi e politiche nazionali e comunitarie, a partire dal recente e coatto inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione, per giungere al riconoscimento della strutturale contraddittorietà del modello capitalistico, che si esprime in un potenziale sempre più distruttivo ai danni delle società che dal capitale sono governate. Analizzare e combattere il fenomeno mafioso oggi, vuol dire saper declinare consapevolmente delle risposte all’altezza dell’odierna crisi del capitalismo, quelle stesse risposte che in un confronto aperto, orizzontale e serrato abbiamo provato a far emergere insieme a chi affronta quotidianamente le conseguenze di una tale crisi, quelle stesse risposte che Peppino cercava negli anni delle sue lotte e della sua militanza politica rivoluzionaria. La ricerca di questo filo rosso ci ha portati ad incontrare, proprio qui, nella casa che fu di Gaetano Badalamenti, alcune delle realtà operaie e lavorative che in questi mesi hanno dovuto subire le conseguenze più aspre di una crisi che lentamente sta erodendo diritti, garanzie e civiltà. Gli operai di Termini Imerese, del Cantiere Navale di Trapani, della Dalmine di Bergamo, i lavoratori della COOP 25 Aprile di Palermo, i sindacati di base, con le loro intelligenze dal basso, maturate nel vivo della conflittualità e delle lotte, hanno portato il loro contributo di analisi e di riflessione sull’emergenza occupazionale in Italia. I lavoratori agricoli ed i migranti di Rosarno, i Comitati Antirazzisti, i tanti compagni venuti dal Nord, ci hanno aiutato a tematizzare gli intrecci tra nuovi equilibri della mafia al sud, estensione del dominio economico-sociale mafioso nel nord Italia e sfruttamento dei flussi migratori. Ad un anno dai referendum che avevano sancito la netta volontà popolare di opposizione alle logiche di mercificazione delle risorse e dei beni comuni, si è ragionato insieme alle tante realtà e ai numerosi comitati sorti sul territorio nazionale, per provare a definire un orizzonte che sappia tradurre concretamente quella volontà espressasi al livello referendario e provi a declinare una conseguente idea di società e di rapporti sociali. A tal proposito è stato denunciato il tentativo eversivo di non tener conto di quanto espressosi soltanto un anno fa e si è riconosciuto l’enorme rischio che le recenti modifiche legislative e costituzionali, mistificate come ineludibili sacrifici da pagare per risanare i conti pubblici, rappresentino i tasselli di una precisa strategia di annullamento della sovranità popolare e nazionale. Partendo dalla parola d’ordine NO TAV &#8211; NO MAFIA, con cui abbiamo intitolato il Forum di quest’anno, abbiamo provato a mettere in rete le numerose forme di resistenza oggi impegnate a difendere i territori e le comunità da scellerati progetti di devastazione ambientale, da deliri di onnipotenza e volontà di controllo militare, da malcelate forme di speculazione finanziaria e drenaggio e sperpero di risorse pubbliche. Dal confronto delle realtà NO TAV della Val di Susa, dei comitati NO PONTE e NO MUOS, è venuto un chiaro ed esplicito indirizzo, per riaffermare la necessità che le comunità si autorganizzino per resistere e per sviluppare nella lotta percorsi di autodeterminazione ed emancipazione dalle logiche dello sfruttamento capitalistico. La denuncia di come le mafie siano direttamente coinvolte nelle speculazioni delle grandi opere, ci ha portati a ribadire con forza l’esigenza di continuare sulla strada di un’antimafia sociale realmente capace di guardare a tutti i contesti di negazione dei diritti come luogo ideale di pratiche di denuncia, intervento e lotta, al di là di retoriche legalistiche e strategie mediatiche di neutralizzazione del potenziale conflittuale dei percorsi di antimafia sociale. La toccante testimonianza dei militanti NO TAV ci ha permesso di confrontarci con quello stato di eccezione democratica fatto di repressione e occupazione militare che lo scorso anno denunciavamo a L’Aquila e che da anni ormai grava sulla Val di Susa. Tecniche, mezzi, reparti utilizzati negli scenari della guerra planetaria sono anche all’interno del nostro paese rivolti contro una comunità resistente ma civile. La Val di Susa è stata così trasformata in una Palestina italiana in cui le popolazioni sono oggetto di una vera e propria occupazione non dichiarata; e torna alla nostra mente il commosso ricordo di Vittorio Arrigoni, ucciso in oscure circostanze un anno fa proprio in Palestina, mentre si apprestava a venire a Cinisi, per ricordare insieme a noi Peppino Impastato. Trasversalmente a ciascuno dei momenti che hanno animato queste giornate, è emersa l’esigenza di andare oltre semplici forme di resistenza, per provare a strutturare reti di solidarietà di classe in grado di prefigurare una società diversa, che sappia rispondere alla crisi senza riproporne le cause che l’hanno generata. La criminalizzazione dei movimenti, operata dai circuiti mediatici dominanti, ieri contribuiva al depistaggio delle indagini sull’omicidio di Peppino, oggi prova a spegnere la voce delle tante televisioni locali che quotidianamente tentano di raccontare un paese reale sempre più distante dalla rappresentazione caricaturale e deforme che si ha interesse a veicolare. Pur nel rispetto di ogni libero accostamento all’esemplarità di un percorso dirompente come quello di Impastato, proprio la rappresentazione pubblica di Peppino e l’uso fatto di quest’ultima sono stati al centro di una riflessione volta a ribadire che la storicità di una tale figura non può venire stravolta e piegata a dubbie finalità quali quella di mitizzazione quasi mistica o religiosa o peggio di commercializzazione di un simulacro, di un’immagine buona per tutti gli usi e per tutte le strumentalizzazioni. L’attualizzazione della memoria passa dalle pratiche concrete di lotta che onestamente e con rispetto sappiano riconoscere come stimolo e non come ostacolo la profonda e connaturata politicità del percorso e della vita di Peppino Impastato e dei suoi compagni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo, come ogni anno, tutti i compagni e le compagne e le tante realtà che gratuitamente e con abnegazione hanno reso possibili queste intense ma entusiasmanti giornate, dalle compagnie teatrali e dai gruppi musicali esibitisi gratuitamente durante queste serate, ai tanti compagni che hanno contribuito alla riuscita di questo undicesimo Forum sociale antimafia. A conclusione di questo nostro ringraziamento, vogliamo rivolgere un affettuoso pensiero a Guido, compagno di lotte di Peppino e di quanti in questi lunghi anni alla figura di Peppino si sono avvicinati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/documento-finale-forum-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Report Forum 9 Maggio &#8211; Resistenze territoriali a confronto</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 11:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[felicia]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[No muos]]></category>
		<category><![CDATA[no ponte]]></category>
		<category><![CDATA[no tav]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[resistenze territoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4604</guid>
		<description><![CDATA[Il forum è stato introdotto e moderato da Martina lo Cascio dell’officina autorganizzata di Palermo. Ha messo in evidenza come il fine del Forum sia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il forum è stato introdotto e moderato da Martina lo Cascio dell’officina autorganizzata di Palermo. Ha messo in evidenza come il fine del Forum sia quello di trarre spunto concreto e propositivo dalle lotte territoriali le cui esperienze vengono raccolte e resocontate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo intervento è stato di Astrid (comitato No Muos di Niscemi). È stata denunciata la  militarizzazione dei territori e il loro asservimento al militarismo atlantico. La sospensione e la limitazione della sovranità territoriale nazionale che emergono da una vicenda quale quella del Muos, è stata messa a confronto con analoghe esperienze quali il Dal Molin vicentino. In entrambe le esperienze la militarizzazione comporta la desertificazione economica del territorio e la sospensione di democrazia e di sovranità delle comunità che in quei territori risiedono. La specificità del Muos di Niscemi è il grave rischio per la salute che le potenti antenne dell’impianto militare che si vorrebbe installare comporterebbero. Infatti l’impianto farebbe parte di una rete sparsa nel resto del mondo, finalizzata al controllo remoto dei Droni, cioè dei veivoli senza piloti utilizzati nella strategia imperialista di guerra globale. Non è infatti casuale che venga scelta la Sicilia per una tale finalità, basti pensare alla presenza di Sigonella sull’isola, alla vicenda dei missili a Comiso e dunque alla collocazione strategica della regione nel mediterraneo. Le antenne tra le altre cose dovrebbero insistere su un’area naturalisticamente considerevole come la sughereta di Niscemi. È stata rilanciata l’esigenza di estendere la lotta e la sensibilizzazione sulla questione tanto da poter superare i confini ristretti di Niscemi, facendo assumere alla questione una rilevanza nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la rete No Ponte è intervenuto Gino Sturniolo, mettendo in evidenza come il meccanismo sottostante la logica delle grandi opere non possa essere contrastato e sconfitto solo ed esclusivamente da resistenze territoriali che pongano al centro esclusivamente la questione della difesa del territorio e dell’ambiente. Occorre infatti avere la capacità di tematizzare le reti di interessi dominanti ed affaristici che si nascondono dietro le cosiddette grandi opere. Tali blocchi di interessi assumono infatti rilevanza ben superiore alla sfera locale e si caratterizzano sempre per l’intenzione di creare canali di costante drenaggio e sperpero di denaro pubblico, non curandosi poi dell’effettiva realizzazione delle opere tanto propagandate. Con metodi finanziari sempre più sofisticati, quali ad esempio il general contractor, si cerca infatti di garantirsi il trasferimento di denaro pubblico a vantaggio delle società che si erano aggiudicate l’appalto.</p>
<p style="text-align: justify;">I nuclei di  interessi sono costituiti, a livello economico dalle grandi aziende e dai grandi gruppi finanziari coinvolti nelle realizzazioni di grandi opere; a livello politico, da un vero e proprio “Partito” trasversale delle grandi opere, che riunisce forze istituzionali di differente collocazione politica ma che non esitano a fare fronte comune su tali questioni. Un ulteriore livello è dato dalla presenza mafiosa che in un tale giro contorto di denari si inserisce a più livelli, dalla gestione degli appalti al riciclaggio di danaro, al fine di ottenere forme di accumulazione basate sulla ricchezza collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché il terreno della risposta dei movimenti deve essere più avanzato, in grado di contrastare la specificità di tali forme di accumulazione basate sulle grandi opere e sull’illusione che ne sta alla base.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicoletta Dosio, del movimento No tav, ha portato la testimonianza della lotta di popolo che è nata e cresciuta nella Val di Susa contro l’alta velocità ferroviaria. Viste le infiltrazioni mafiose nell’alta velocità la presenza del m ovimento no tav a cinisi, quest’anno, è stato er noi un fatto estremamente importante.  Una tale lotta è definita popolare e dunque trasversale. Lungi dalla logica per cui tali movimenti vorrebbero solo ed egoisticamente evitare che opere comunque fondamentali vengano semplicemente fatte altrove, è stato ribadito che la lotta contro le grandi opere significa una lotta contro il partito delle grandi lobbies capitalistiche. Una lotta per una società rinnovata in grado di esprimere le linee guida dello sviluppo del proprio territorio e delle proprie comunità. La lotta contro la Tav è popolare perché espressione di un protagonismo consapevole e partecipato dal basso, dai componenti attivi della comunità, che rifiutano mediazioni e deleghe sulle proprie esistenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si è soffermati sulla continuità con la resistenza partigiana di quella valle, continuità che ha permesso di scongiurare il rischio di pericolose infiltrazioni nel movimento o di derive qualunquistiche pericolose per la causa. La resistenza No tav ha alla propria base una stagione precedente di lotte e mobilitazioni, che in quei territori, già negli anni ottanta, si era espressa con una grande mobilitazione popolare contro la realizzazione di un mega elettrodotto e di una autostrada. In quest’ultimo caso l’ambiguità e la complicità delle grandi associazioni “ambientaliste” testimoniarono l’esistenza di quel partito trasversale delle grandi opere.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato denunciato come l’investimento inutile e dannoso in grandi e faraoniche opere sia andato storicamente di pari passo allo smantellamento e all’abbandono dei servizi pubblici fondamentali, le cui carenze, volutamente indotte, servivano poi a legittimare le grandi opere stesse. Il risultato è la negazione dei bisogni e dei diritti delle popolazioni, a cui si risponde con lo sperpero di ricchezza e con la devastazione del territorio in nome di una falsa e ideologica ideologia dello sviluppo che nasconde solo l’arricchimento e l’accumulazione del capitale a discapito delle comunità e della società tutta.</p>
<p style="text-align: justify;">È  stata rifiutata categoricamente la logica propagandistica per cui le grandi opere porterebbero lavoro e ricchezza. Essendo chiaro infatti che le logiche speculative che le sottendono non si curano dell’effettiva realizzazione dell’opera stessa, che si trasforma in un eterno e infinito cantiere. Per di più le condizioni di quel lavoro, stretto in logiche labirintiche di sub-appalti e di scatole cinesi finanziarie,lo rendono umanamente degradante e socialmente distruttivo. L’impatto sulle comunità e sulle risorse, sulla salute di tali opere sarebbe enorme, dunque il presunto vantaggio lavorativo si ridurrebbe a ben poca cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore elemento di gravità inaudità è la vera e propria militarizzazione dei territori interessati dalle grandi opere. Si è in presenza di vere e proprie sperimentazioni repressive che come a L’Aquila, portano un vero e proprio stato d’eccezione e di guerra, all’interno di una comunità sotto attacco. La spaccatura del tessuto civile e dell’ordinamento che ciò comporta è inaudita e gravissima. Tecniche, mezzi, reparti utilizzati negli scenari della guerra planetaria sono anche all’interno del nostro paese rivolti contro una comunità resistente ma civile. La Val Susa è stata così trasformata in una Palestina italiana in cui le popolazioni sono oggetto di una vera e propria occupazione non dichiarata. Ciò implica tutta la vacuità e la malafede di un dibattito intorno alla questione della legalità sollevata intorno alla Val di Susa e alla sua lotta. Di fronte alla partecipazione popolare e attiva, consapevole e matura, la repressione dello Stato esercitata anche attraverso la procura di Torino lascia profilare tristi e preoccupantissimi scenari. Lo stato d’eccezione perpetrato da settori dello Stato a danno di questa comunità, rendono insensato qualunque retorica legalitaria, visto che ad essere sospesa è stata l’unica vera fonte della legalità:la sovranità popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il forum rinnova ed ribadisce la piena totale ed entusiastica solidarietà e vicinanza al popolo della Valle di Susa ed alla sua Lotta, che è la lotta di tutti. La lotta all’alta velocità condotta dalla valle di Susa costituisce l’esempio e la frontiera avanzata della lotta sociale alle mafie ed allo sfruttamento capitalistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il forum denuncia con apprensione il progetto ventilato da Trenitalia di una linea ad alta velocita che anche in Sicilia porterebbe devastazione spreco di risorse, in una terra dove monobinario e reti non ancora elettrificate rendono i trasporti pubblici delle insensate ed infinite odissee.</p>

<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/attachment/_mg_1564-copia/' title='9-05-2012 (1)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/MG_1564-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="9-05-2012 (1)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/attachment/_mg_1566-copia/' title='09-05-2012 (2)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/MG_1566-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="09-05-2012 (2)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/attachment/_mg_1570-copia/' title='09-05-2012 (03)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/MG_1570-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="09-05-2012 (03)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/attachment/_mg_1572-copia/' title='09-05-2012 (04)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/MG_1572-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="09-05-2012 (04)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/attachment/_mg_1573-copia/' title='09-05-2012 (05)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/MG_1573-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="09-05-2012 (05)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/attachment/_mg_1576-copia/' title='09-05-2012 (06)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/MG_1576-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="09-05-2012 (06)" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-9-maggio-confronto-resistenze-territorio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Report Forum 8 Maggio &#8211; Peppino, identità ed eredità: la memoria non si cancella</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 19:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[compagni di peppino]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[felicia]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[prospettive]]></category>
		<category><![CDATA[radio aut]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4558</guid>
		<description><![CDATA[Il forum intitolato “Peppino, identità ed eredità: la memoria non si cancella” è cominciato con l’intervento introduttivo di Salvo Vitale (moderatore). Questi ha dapprima richiamato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="wp-image-4563 alignright" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (7)" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-7-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Il forum intitolato “Peppino, identità ed eredità: la memoria non si cancella” è cominciato con l’intervento introduttivo di Salvo Vitale (moderatore). Questi ha dapprima richiamato alcune raffigurazioni di Peppino particolarmente diffuse nel contesto attuale, quali Peppino giornalista, Peppino non violento. Si tratta di semplificazioni che propongono un’immagine edulcorata di Peppino mentre una riflessione storicamente accurata sulla figura di Peppino è cosa ben diversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni sostengono che non è vero che Peppino non credesse alle istituzioni, tanto che si candidò con Democrazia proletaria alle elezioni comunali. Ma Salvo ricorda che Peppino era critico nei confronti degli strumenti rappresentativi  e li considerava il momento in cui la borghesia consolida il suo potere. La sua decisione di candidarsi nasce dalla necessità di marcare stretti soggetti di cui Peppino conosceva benissimo le collusioni. E’ chiaro, quindi, che la presenza dei cento sindaci a Cinisi merita una riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo alcuni scritti di Peppino, si ricorda che inizialmente questi si avvicinò alla politica per reagire a una condizione familiare divenuta insostenibile, segnata da una presenza paterna che rendeva impossibile qualsiasi evoluzione lineare della sua personalità. Peppino strinse amicizia con i fratelli Sgrò, il cui padre era segretario di una sezione dello Psiup, caratterizzato dalla presa di distanza dal Partito Comunista. All’intero di questo gruppo nasceva il giornale, l’<em>Idea Socialista</em>. Dopo due anni la sezione di cui faceva parte Peppino fu sciolta perché “troppo a sinistra”. Peppino continuò la sua battaglia prendendo parte alle lotte di Punta Raisi. Era un periodo di dispute sul ruolo del partito caratterizzato da uno straordinario momento di approfondimento teorico che per Peppino sfociò nell’adesione al troncone principale del partito PCML. Sono anni in cui Peppino passava da fasi di esaltazione a momenti di cupa disperazione, scriveva “mi diventava sempre più difficile stabilire un rapporto lineare con il mondo esterno”. Peppino era sicuramente un uomo dalla psicologia complessa e gli interventi di molti compagni al dibattito confermano quanto detto (Faro di Maggio, Andrea Bartolotta, Giovanni Riccobono).  Ma senza dubbio non aveva molto a che fare con i preti. Anche quando il circolo Musica e Cultura faceva le prove di uno spettacolo musicale negli spazi messi a disposizione da una parrocchia di Cinisi Peppino non faceva parte dell’organizzazione. A riprova di ciò, di Peppino resta anche una cassetta nella quale, con toni irridenti, lui e Salvo criticano il ruolo della Chiesa nei secoli, intermezzando la trasmissione con canti anticlericali di un disco che avevano a Radio Aut,… altro che veglie di preghiera in sua memoria! I compagni di Peppino ci descrivono un soggetto di formazione marxista, con venature anarchiche con un rapporto con la religione inesistente e completamente travisato ad uso e consumo delle circostanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Interviene Francesca, una campagna di Peppino che faceva parte del gruppo prima femminile e poi femminista del Circolo Musica e Cultura e legge una bellissima poesia in dialetto scritta da lei. La sua riflessione si concentra sul rapporto di Peppino con la religione e con gli stravolgimenti di cui la sua figura è oggetto. Francesca ricorda che ai tempi era giovanissima ed era lì per imparare. Peppino era ateo dichiarato e alle riunioni si parlava dell’aborto, del divorzio, della necessità dell’educazione sessuale, di omosessualità. Chi propone un Peppino diverso o non lo conosce o se ne frega!</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4567" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (16)" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-16-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />I partecipanti al forum sono segnati dalla commozione generale seguita alla lettura della poesia di Francesca al cui intervento segue quello di Tanino (Gaetano) Schillaci, operaio dei cantieri navali di Palermo ormai ottantenne, il quale racconta la conoscenza fatta di Peppino a Lotta Continua e di alcuni episodi della militanza di quegli anni. Interviene anche Paolo Arena del Circolo Metropolis di Castellamare. Anche lui ha conosciuto Peppino negli anni Settanta per una comune militanza in Lotta Continua. Paolo si ricollega all’intervento di Salvo  e ribadisce la necessità di non sradicare la figura di Peppino dal suo contesto storico. Paolo  parla di una “generazione di giovani che avevano dato l’assalto al cielo restando sconfitti” con gravi conseguenze anche personali. Sono anni segnati da tentativi di colpo di stato, anni in cui il potere democristiano era supportato dalla sinistra riformista. Adesso si sta tentando di trasformare Peppino in un santino, per usare la sua figura depotenziata contro quel movimento al quale Peppino stesso apparteneva. Noi parliamo di Peppino per parlare del movimento rivoluzionario degli anni settanta di cui egli era parte integrante. Paolo ricorda diversi episodi della militanza comune, partendo dalle similitudini e le parentele politico mafiose dei comuni di Cinisi e Castellamare. Paolo ricorda Peppino come un compagno spesso intransigente e dall’attività frenetica, coinvolto nelle evoluzioni del movimento anche a livello nazionale. In particolare Paolo ricorda la partecipazione al convegno al Palasport di Bologna nel settembre del ’77 dove il  movimento di spaccò definitivamente in due sancendo l’impossibilità di unità d’intenti e la fine di un’epoca. Durante uno di questi numerosi incontri a cavallo del ‘77 Paolo racconta che Peppino fa riferimento a qualcosa su cui stava indagando definendole “cosi i scupetta”.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue un intervento di Giuseppe Ruffino che riconosce ai compagni il merito di avere conservato la memoria di Peppino ma ribadisce la necessità di accompagnare la memoria con nuove progettualità perché dedicarsi  esclusivamente al piano della memoria non basta. La memoria non deve imprigionare: guai a farla ripiegare su se stessa!</p>
<p style="text-align: justify;">Pino Manzella interviene dicendo che nessuno sta cercando di cambiare l’immagine di Peppino. Pino ricorda che i movimenti di cui lo stesso Peppino faceva parte hanno dentro il fatto di essere “anti”. Rispetto alla questione della Chiesa secondo Pino nel momento in cui c’è uno che è credente ed è contro la mafia non c’è niente di male se uno usa Peppino per farci la veglia. Questo intervento solleva molte perplessità, nello specifico, interviene un altro compagno di Peppino, Andrea Bartolotta il quale ribadisce che da anni sopportiamo l’arroganza di quelli che sviliscono l’identità di Peppino e la usano per alimentare polemiche. La polemica la alimenta sempre lui. Nessuno ha niente in contrario con i ragazzi della consulta, nè con le loro iniziative. Però ci sono molti elementi in contrario se la Chiesa rivendica la figura di Peppino. Peppino non incarna l’universalità dei bisogni di tutti, ma rappresenta una parte precisa di una generazione, del passato e del futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Interviene a questo punto Renato Franzitta, anche lui attivo nelle file del PCML negli stessi anni di Peppino. Renato sottolinea che il Forum non vuole negare a nessuno la possibilità di pregare ma certo questo non spetta a chi si richiama alla stessa formazione politica di Peppino. Il Forum in questi giorni ha fatto incontrare persone provenienti da realtà diverse cercando di costruire una prospettiva futura a queste lotte.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Faro di Maggio interviene per spiegare il problema con Giovanni Impastato e con toni pacati ricorda che la necessità di Giovanni nasce dalla necessità di ritagliarsi un percorso mediatico autonomo dal percorso assembleare dell’associazione dei Compagni di Peppino che conservano un’immagine di Peppino storicamente ancorata. Da questo non devono nascere polemiche ma percorsi diversi e autonomi l’uno dall’altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-4564" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (8)" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-8-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Giuseppe D’Angelo dell’associazione Radio Aut si ricollega alla necessità di non ripiegarsi nella memoria ma di provare a tracciare percorsi futuri e spiega la scelta (e la responsabilità) del nome dell’associazione nata nel 2001, richiamando il manifesto politico della Radio fondata da Peppino e dai suoi compagni. Oggi l’associazione Radio Aut cerca di portare avanti questa esperienza legandola all’antifascismo. Inoltre l’associazione ha creato un laboratorio di fabulazione che, riprendendo il linguaggio ironico di Peppino, propone letture alternative a quelle dominanti. In particolare si richiama l’esperienza maturata con il laboratorio di burattino-costruzione svolto all’Aquila nel 2010, in cui con i bambini del posto è stata costruita e messa in scena la storia un novello Peppino che denuncia le malefatte di “Stercolaso”. Per l’associazione Peppino è un punto di partenza. Giuseppe mette in evidenza che Peppino è riuscito a legare diverse forme di lotta e ha introdotto il paradigma dell’antimafia sociale che è completamente diverso dal legalismo; infatti, Peppino riesce a legare le lotte del territorio con i contenuti delle lotte dei movimenti attivi a livello nazionale. Senza questi riferimenti si rischia che Peppino diventi un’icona vuota, e non deve stupire se poi Casa Pound o Concutelli gli tributano onore e saluti romani. Non bisogna ricordare solo la persona di Peppino ma il lavoro che questi ha svolto con i suoi compagni. A questo proposito le registrazioni radio postume alla morte di Peppino sono molto forti, proprio perché non c’era solo Peppino ma c’era un percorso politico di denuncia e militanza nato attorno a lui ma che continua anche dopo la sua morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Interviene anche Fabrizio Fasulo il quale chiarisce che il problema è la rappresentazione pubblica dominante relativa alla figura di Peppino. I circuiti mediatici dominanti propongono una lettura che spezza il percorso che il forum sta portando avanti da undici anni. Non è un caso che negli stessi giorni siano apparsi gli interventi di Saviano su Peppino e su Gramsci.  Il fine di questi interventi è la criminalizzazione del movimento. I simboli sono sempre oggetto di scontro. Nessuno vuole monopolizzare la figura di Peppino, si tratta di contestualizzarne il percorso nell’oggi. Questo è un Forum che negli anni ha provato a fare incontrare lotte di antagonismo sociale e prassi. Non si tratta di proporre santini, il problema è come si abitano la conflittualità e le lotte. Chi vuole edulcorare la figura di Peppino è subalterno alle dinamiche del potere e ha bisogno di disinnescare le criticità che nascono dalla figura di Peppino. Il problema è l’uso pubblico che si fa di una figura.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervento di Marcello Faretra che a quei tempi ha vissuto il periodo di Villa Fassino. Marcello spiega le banalizzazioni che emergono dal racconto dell’episodio di nudismo presente nel film di Giordana. Le ragioni di quel gesto erano bel lontane dal folclorismo hippie con le quali sono state raccontate ma sono una protesta contro i privilegi accordati alle classi sociali più ricche che possono permettersi comportamenti proibiti a tutti gli altri per questo, oltre a fare il bagno nudi, esibivano ad eventuali contestatori la foto di Agnelli e della sua famiglia che si tuffavano nudi dal proprio yacht. Chiusa questa parentesi, Marcello riflette sul fatto che dentro Radio Aut, Peppino aveva costruito la sua “famiglia politica”, attualizzare questa dimensione significa cercare di usare il Forum per cercare strumenti di lotta condivisi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Possiamo sintetizzare questi interventi ribadendo che Peppino come santino non serve a nessuno. Dobbiamo valutare attentamente la sua identità storica ed è questo che dobbiamo riproporre alla base del nostro discorso. Non si tratta di monopolizzarne la figura, dire che Peppino non è di tutti ma solo di alcuni oltranzisti è oltremodo errato. Peppino non è di nessuno. Peppino è di coloro che non si limitano a commemorare e sono disposti a portare avanti le sue battaglie. Peppino è di coloro che superano l’estetica comune della memoria e non hanno bisogno di “moderare” il ricordo. Peppino è di coloro che, senza pregiudizi neodemocristiani di sorta, rispettano la sua militanza di comunista e il percorso di lotta politica portato avanti insieme ai suoi compagni.</strong></p>

<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/attachment/forum-peppino-identita-ed-eredita_-la-memoria-non-si-cancella-2/' title='forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (2)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (2)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/attachment/forum-peppino-identita-ed-eredita_-la-memoria-non-si-cancella-7/' title='forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (7)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (7)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/attachment/forum-peppino-identita-ed-eredita_-la-memoria-non-si-cancella-8/' title='forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (8)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (8)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/attachment/forum-peppino-identita-ed-eredita_-la-memoria-non-si-cancella-13/' title='forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (13)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (13)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/attachment/forum-peppino-identita-ed-eredita_-la-memoria-non-si-cancella-14/' title='forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (14)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (14)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/attachment/forum-peppino-identita-ed-eredita_-la-memoria-non-si-cancella-16/' title='forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (16)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-16-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (16)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/attachment/forum-peppino-identita-ed-eredita_-la-memoria-non-si-cancella-18/' title='forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (18)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-18-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (18)" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/attachment/forum-peppino-identita-ed-eredita_-la-memoria-non-si-cancella-20/' title='forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (20)'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/forum-Peppino-identità-ed-eredità_-La-memoria-non-si-cancella-20-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="forum-Peppino, identità ed eredità_ La memoria non si cancella  (20)" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/report-forum-8-maggio-peppino-identita-ed-eredita-la-memoria-non-si-cancella/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Bifo &#8211; Presentazione &#8220;Come si fa&#8221; al Forum Sociale Antimafia 2012</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/intervista-bifo-presentazione-libro/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/intervista-bifo-presentazione-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[bifo]]></category>
		<category><![CDATA[felicia]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[franco berardi]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[rai storia]]></category>
		<category><![CDATA[valerio monteventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4525</guid>
		<description><![CDATA[In occasione della presentazione del libro &#8220;Come si fa&#8221; di Valerio Monteventi e Franco &#8220;Bifo&#8221; Berardi, che si terrà oggi a Casa 9 Maggio a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-4526" title="Bifo" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Bifo-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" />In occasione della presentazione del libro &#8220;Come si fa&#8221; di Valerio Monteventi e Franco &#8220;Bifo&#8221; Berardi, che si terrà oggi a <strong>Casa 9 Maggio a Cinisi alle 19.15</strong> con la partecipazione di autori Valerio Monteventi, vi proponiamo una <a href="http://www.raistoria.rai.it/articoli/bifo-berardi-racconta-radio-alice/13788/default.aspx">interessante intervista a Bifo sui fatti di Radio Alice del Marzo 77.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo Ilaria Pacelli per la gentile segnalazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/intervista-bifo-presentazione-libro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Report Forum 7 Maggio &#8220;Contro la privatizzazione dei beni comuni: quali prospettive?&#8221;</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 18:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[felicia]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4590</guid>
		<description><![CDATA[L’argomento  è di scottante attualità. Il referendum ha abolito la privatizzazione dell’acqua, ma  sono in atto una serie di spinte sotterranee, provenienti da Comuni con...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’argomento  è di scottante attualità. Il referendum ha abolito la privatizzazione dell’acqua, ma  sono in atto una serie di spinte sotterranee, provenienti da Comuni con amministrazioni sia di destra che di sinistra, i quali stanno studiando tutti i modi per aggirare i risultati del referendum e affidare la gestione a enti privati, magari con partecipazione comunale. Il Forum è stato coordinato da Pino Dicevi che, in apertura ha proiettato un videomessaggio di Alberto Lucarelli, impossibilitato a intervenire personalmente, ma impegnato nell’amministrazione dei beni comuni a Napoli, dove è assessore e dove sta ottenendo importanti risultati. Lucarelli ha fatto riferimento ai tentativi &#8220;eversivi&#8221; da parte dei governi Berlusconi e Monti di inficiare di fatto quanto emerso dal referendum. Il fine è quello di incentivare la finanziarizzazione delle risorse naturali, anche grazie alla modifica dell&#8217;articolo 81 della Costituzione e del fiscal compact, cioè dell&#8217;imposizione del pareggio di bilancio da parte delle oligarchie tecnocratiche europee.<br />
Dicevi ha illustrato l’attività che l’Associazione Peppino Impastato sta svolgendo sul territorio, attraverso il coinvolgimento di diverse amministrazioni comunali in una “Rete dei Sindaci” che si impegnino nella ripubblicizzazione dell’acqua, fuori dalle tradizionali manovre della gestione clientelistica.<br />
Maurizio Montalto, noto giurista del Forum Nazionale dell’Acqua pubblica, ha parlato di un’analoga esperienza di “Rete dei Sindaci” che sta prendendo corpo in Campania e nelle Marche e che mira ad andare oltre gli  ATO, ovvero questi enti inventati per fare risolvere a soggetti politici e a strutture inutili la gestione delle acque e dei rifiuti. Tale gestione si è rivelata fallimentare, e giornalmente crea problemi che rischiano, per incapacità dei sindaci, di sommergere i cittadini di rifiuti o di rendere problematica la disponibilità dell’acqua nei rubinetti. Quello della riscossione dei tributi è un problema connesso, sia perché anche qui si è ricorso alle banche, come il Montepaschi di Siena, sia perché non sempre esistono strumenti per la registrazione dei consumi e per il loro relativo pagamento. Nel corso del dibattito il concetto di bene comune si è allargato al diritto a un ambiente sano, all’istruzione, alla sanità, all’ordine pubblico e quindi a tutto ciò cui il cittadino ha diritto e che, nelle politiche liberiste, viene dirottato verso la gestione privata, nel nome del profitto o dell’incapacità di gestione. Sono stati citati anche esempi, come quello della diga sullo Jato, la cui gestione è passata dal Consorzio irriguo Jato al Consorzio Palermo 2, uno dei tanti  carrozzoni clientelari, che si è rivelato incapace di gestire l’acqua per uso irriguo, abbandonando una serie di campagne alla desertificazione e preoccupandosi di fornire acqua solo a Palermo.<br />
Giulio Palermo ha fatto riflettere sull&#8217;importanza di affrontare la questione dei Beni comuni attraverso il paradigma dell&#8217;opposizione alla mercificazione capitalistica delle risorse. Occorre cioè riempire l&#8217;indeterminatezza e la vaghezza che spesso caratterizzano il concetto di bene comune. Tali incertezze sono infatti quelle a partire dalle quali possibili strumentalizzazioni politiche del movimento possono e potranno prendere piede. Occorre dunque riempire lo spazio aperto ed inaugurato da tali movimenti dal basso, dalle mobilitazioni che sono stati in grado di sviluppare, con parole d&#8217;ordine anticapitalistiche, in grado di tematizzare le contraddizioni del nostro modello di sviluppo.<br />
Nel suo intervento Vincenzo Miliucci, dell’Esecutivo nazionale dei Cobas, ha illustrato una serie di possibilità con cui ci si può sottrarre all’estorsione fiscale, rifiutandola, nel nome di un diritto all’esistenza, che è il primo, elementare  più importante diritto ad avere il minimo indispensabile per mandare avanti la propria vita. Miliucci ha prospettato una progressiva crescita rivoluzionaria del dissenso attraverso “il rifiuto” della “bolletta” e una riappropriazione dal basso dei beni comuni, soprattutto di quelli negati e messi a disposizione solo da chi ha i soldi per poterli pagare.<br />
Interessante anche l’intervento di Fiorella Giordano, che, per il movimento “A Sud” ha riassunto le vicende con cui i vari stati nazionali hanno cercato di raggiungere accordi, come il protocollo di Kyoto, che scade quest’anno, per ridimensionare le emissioni di anidride carbonica, i fallimenti  di questi incontri, le manovre  per eludere ciò che viene sottoscritto e il degrado inarrestabile del pianeta.<br />
Valentina Bonadonna ha allargato il tema di “bene comune” al diritto alla giustizia, che spesso viene anch’esso monetizzato e quindi reso difficile, sia attraverso le nuove figure dei “mediatori”, sia per la mancanza di un gruppo di avvocati che si occupino dell’assistenza dei ceti più deboli.</p>

<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-1-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (1) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-1-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (1) copia" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-9-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (9) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-9-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (9) copia" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-8-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (8) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-8-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (8) copia" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-7-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (7) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-7-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (7) copia" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-6-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (6) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-6-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (6) copia" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-5-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (5) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-5-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (5) copia" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-4-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (4) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-4-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (4) copia" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-3-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (3) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-3-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (3) copia" /></a>
<a href='http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/attachment/forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-2-copia/' title='Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (2) copia'><img width="150" height="150" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Forum-contro-la-privatizzazione-dei-beni-comuni_quali-prospettive-2-copia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto di Danila D&#039;Amico" title="Forum- contro la privatizzazione dei beni comuni_quali prospettive  (2) copia" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/forum-2012/forum-7-maggio-beni-comuni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Video della seconda giornata del Forum Sociale Antimafia &#8220;Felicia e Peppino Impastato&#8221; 2012</title>
		<link>http://www.associazioneradioaut.org/media/video-seconda-giornata-forum-2012/</link>
		<comments>http://www.associazioneradioaut.org/media/video-seconda-giornata-forum-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 17:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum Sociale Antimafia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[cinisi]]></category>
		<category><![CDATA[creatv]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[digitale terrestre]]></category>
		<category><![CDATA[felicia]]></category>
		<category><![CDATA[forum sociale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>
		<category><![CDATA[telejato]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.associazioneradioaut.org/?p=4621</guid>
		<description><![CDATA[Vi proponiamo il video della seconda giornata del Forum Sociale Antimafia &#8220;Felicia e Peppino Impastato&#8221; 2012. (I filmati sono a cura di CreaTv)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4505" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-4505" title="Forum 6 Pomeriggio 4" src="http://www.associazioneradioaut.org/media/2012/05/Abbiamo-trasmesso-Informazione-e-controinformazione-da-radio-aut-a-Telejato-5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Foto di Danila D&#39;Amico</p></div>
<p>Vi proponiamo il video della <a href="http://www.creatv.tv/secondo-giorno-di-forum-antimafia-felicia-e-peppino-impastato/">seconda giornata</a> del Forum Sociale Antimafia &#8220;Felicia e Peppino Impastato&#8221; 2012.</p>
<p>(I filmati sono a cura di <a href="http://www.creatv.tv/">CreaTv</a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.associazioneradioaut.org/media/video-seconda-giornata-forum-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

